Il secondo tempo di Filippo Andreani a Cantù

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La prima volta, le previsioni atmosferiche sfavorevoli hanno fatto sì che questo evento non avesse luogo. La seconda volta, invece, sarà di certo quella buona. Ma non c’è da stupirsi, perché quello che accade nel secondo tempo è sempre più interessante e carico di adrenalina. Sembra dunque un segno del destino, questo, mentre All’Unaetrentacinquecirca di via Papa Giovanni XXIII 7 a Cantù si prepara a ospitare, domenica 4 febbraio, Confesso che ho sognato. Parole e storie da Il Secondo Tempo, la serata di presentazione del nuovo disco di Filippo Andreani, uno dei cantautori comaschi più amati e apprezzati sul territorio, sia per il suo talento che per il suo impegno sociale e civile.

Il tuo nuovo album si intitola Il secondo tempo. Come mai?

La metafora è quella calcistica, e serve a descrivere le emozioni tipiche dei 45 minuti che separano i giocatori dalla fine della partita. Un secondo tempo in cui aumentano le ansie e le paure, ma anche la grinta e la competitività. Da piccolo, quando giocavo al campetto con gli amici, gli ultimi minuti dell’incontro erano carichi di elettricità, di emozioni amplificate e contrastanti. Questo titolo dunque è un tributo a quelle sensazioni che iniziamo a provare sin da piccoli, sin da quando diamo il nostro primo calcio a un pallone.

Quanto tempo ti ha portato via la realizzazione di questo disco?

Almeno un paio d’anni, direi. I lavori erano già piuttosto avanti quando ho incontrato il produttore Guido Guglielminetti, lo stesso di Francesco De Gregori. Quindi ho fatto un passo indietro e abbiamo ricominciato da capo, insieme.

Qual è stato il risultato di questo lungo lavoro?

Il risultato è un disco di undici tracce, di cui sono state stampate solo 500 copie su vinile, per un motivo ben preciso. Volevo che questo album servisse a qualcosa, quindi ho distribuito le copie a una quarantina di piccoli negozi indipendenti in tutta Italia, quelli, per intenderci, che si reggono in piedi grazie alla passione del titolare, in modo da costringere chi voleva acquistarlo a recarsi lì di persona e scoprire (o riscoprire) queste preziose realtà che nel nostro paese purtroppo stanno scomparendo.

Quali sono le tematiche affrontate in questo disco?

In generale ho parlato di alcuni personaggi a me cari, come Beppe Viola, George Best e Andrea Gallo, e attraverso loro ho raccontato me da piccolo. Posso definirlo «un album pieno di bambini», o di persone che sono diventate adulte pur mantenendo il loro spirito fanciullesco. Dentro c’è la consapevolezza che, pur essendo cresciuto, non sono cambiato molto da allora. Sono ancora un impaziente, un entusiasta, uno che ha una gran voglia di fare e scoprire.

Come suona il tuo album?

Volevo che questo disco suonasse nel modo più semplice possibile. Sono canzoni d’autore, dalle sonorità pulite, raffinate e senza tempo.

Chi ha partecipato, oltre ai musicisti che, insieme a te, si sono occupati degli arrangiamenti?

Ho avuto la fortuna di ospitare alcuni personaggi a cui sono particolarmente legato: Valerio Mastandrea e il mio mito Ezio Vendrame, poeta, scrittore ed ex calciatore, che hanno letto rispettivamente l’introduzione e la chiusura del disco, Militant A degli Assalti Frontali, i Bull Brigade e i Klaxon, due gruppi punk italiani che mi piacciono molto.

Domenica 4 febbraio presenterai Il secondo tempo. Cos’hai preparato per l’occasione?

Sarà una festa, una chiacchierata tra amici, sia sopra che sotto il palco. Non sarà dunque un concerto, ma un’occasione per parlare dell’album e delle storie che racconta. Ho coinvolto Francesco Morra Mormile, di Alta Fedeltà, il negozio di dischi di Como, per parlare di vinili e di cosa fare per sostenerne i punti vendita, poi Luca Ghielmetti e i Sulutumana in trio, al secolo Gian Battista Galli, Nadir Giori e Francesco Andreotti, dai quali ho preso la voglia di scrivere canzoni, e che probabilmente ci regaleranno anche qualche brano in acustico.

Saranno presenti altri ospiti?

Sì, ci sarà l’illustratore vicentino Osvaldo Casanova, che si è occupato della copertina del disco. È un artista bravissimo dal curriculum impressionante, e ci tenevo ci fosse. Ma, soprattutto, sono estremamente onorato per la presenza di Gianni Mura, giornalista di Repubblica, che, con mia grande sorpresa, mi ha inserito tra i cento personaggi del 2017. Volevo condividere questo momento anche con lui, e sono felice che abbia accettato. La serata sarà condotta da Maurizio Pratelli, giornalista comasco autore del libro Vini e vinili.

Apertura porte alle ore 17, inizio evento ore 18. Ingresso gratuito.

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