Il Doppio concerto per due giovani talenti al Sociale

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Vi piace Brahms? A farvelo gustare arrivano, domenica 18 novembre alle 17 in Teatro Sociale, Laura Marzadori, primo violino del Teatro alla Scala a soli ventinove anni, e la diciannovenne violoncellista prodigio romana Erica Piccotti, protagoniste con l’Orchestra del Carlo Felice di Genova del Concerto doppio per violino e violoncello in la minore op. 102. Completerà il concerto, diretto da Giuseppe Acquaviva, la Seconda sinfonia brahmsiana in re maggiore op. 73. L’appuntamento, che conta di diventare una nuova consuetudine per Como con l’avvio di vere e proprie domeniche pomeriggio in musica dentro le mura del Sociale ricche di eventi, dà il via alla Stagione Concertistica 2018-2019 del teatro: il Viaggio che caratterizza il cartellone di quest’anno del Sociale non manca di far tappa nella musica sinfonica, facendo conto stavolta del contributo dell’associazione Musica con le ali per la promozione dei più giovani e interessanti talenti italiani. Come Erica Piccotti, ma anche come Laura Marzadori che, maggiore d’età di soli dieci anni, siede nel posto prestigiosissimo di spalla scaligera dopo essere stata scelta per concorso con giudizio unanime della commissione presieduta da Daniel Bareinboim quattro anni fa.

Laura Marzadori

«Debutto questo Brahms a Como e ne sono felice – ci ha detto Laura Marzadori – erano anni che desideravo suonarlo e sono felicissima di farlo ora. Ho sempre accostato Brahms più da camerista, oltre che in orchestra; sono ansiosa di suonarlo, ancor più con Erica Piccotti. Ci siamo conosciute solo in questi giorni, ma si è instaurato un ottimo rapporto: la differenza d’età tra noi non l’ho percepita». Il Doppio concerto di Brahms è un capolavoro tardo romantico che riassume in sé tutta la storia dell’Ottocento e della relativa tradizione sinfonica; per un’artista come Marzadori, la cui attività si triplica fra attività orchestrale, concerti di musica da camera e inviti a sostenere la parte solistica come quello comasco, viene spontaneo chiedersi come tutto ciò possa conciliarsi.


«Dipende molto da come si vivono le cose – spiega la violinista – Per ciò che mi riguarda, vincendo il concorso per l’Orchestra della Scala ho realizzato un sogno. Non mi sento, però, di trovare una preferenza dentro questo triangolo di forme: il mio obiettivo e il mio sogno sono fare la musica bene. Non ho mai capito quando qualche collega mi dice ‘io sono solista, in orchestra non ci so suonare’. Se si è bravi musicisti si deve esserlo in qualsiasi forma, escludendone una mancherà sempre qualcosa».

Erica Piccotti

«Non sono mai venuta a Como e non vedo l’ora!». Ha la voce fresca e l’entusiasmo di una diciannovenne cui la vita ha finora donato grandi doti ricambiate con pari passione e impegno, Erica Piccotti. Violoncellista dall’età di cinque anni, diplomata al Conservatorio a quattordici, ammessa all’accademia di perfezionamento Stauffer di Cremona, l’artista romana suona domenica 18 novembre alle 17 in Teatro Sociale la parte solistica del Doppio concerto di Brahms, senza che il capolavoro del tardo romanticismo le metta minimamente soggezione.


«Sinceramente fa parte del mio repertorio preferito, quello che in questo periodo sto suonando di più – racconta Erica alla vigilia di raggiungere il Lario – perché credo che riesca a rappresentarmi e suonandolo mi sento a mio agio. Ho suonato parecchie volte il Doppio: è un pezzo di repertorio molto importante oltre che bellissimo, doveva essere “il” Concerto per violoncello e orchestra di Brahms, poi divenne un doppio con l’aggiunta della parte solistica del violino, di pari difficoltà se non di più. Fa un po’ paura a tutti il grande assolo iniziale affidato al mio strumento: una pagina in cui tutti ascoltato solo te e solo dopo passa al dialogo con il violino e al tutti grandioso».


Consapevole di avere gusti particolari rispetto alla maggior parte dei coetanei ma dichiaratamente a sua agio, anche nell’ascolto che comunque privilegia il classico, Erica Piccotti ha recentemente tenuto il debutto discografico con la major discografica Warner, suonando Stravinski, Prokof’ev e Franck accompagnata al pianoforte da Itamar Golan. Anche i suoi modelli la rendono speciale: «Ammiro sicuramente Jacqueline Du Pré (la grande violoncellista britannica portata via quarantenne dalla sclerosi), è un mio idolo fin da piccola; amo molto in questo periodo Yo Yo Ma ma vado a periodi… Rostropovich sempre. Il mio sogno è che la musica si confermi veramente la mia professione, voglio vivere della mia musica».

Il concerto delle 17 è e sarà solo il vertice delle domeniche pomeriggio in musica al Teatro Sociale: chi acquista un biglietto o un abbonamento per la concertistica, potrà presentarsi in Sala Pasta dalle 16 per assaporare tè e biscotti di Peter’s TeaHouse Como. I genitori potranno godere il concerto affidando i propri bambini alle attività dei laboratori artistici dalle 16.30 con un ingresso omaggio LAB per il proprio figlio (5 euro per tutti, fino a esaurimento posti).

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