Il cuore del rock: Willie Nile torna a Cantù

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È indubbiamente uno dei rocker americani più genuini, un artista puro, un cantautore che avrebbe meritato più successo anche se ha uno zoccolo durissimo di fan anche in Italia. È Willie Nile, di ritorno stasera alle 21.30 All’Unaetrentacinquecirca di via Papa Giovanni XXIII 7 a Cantù. In breve la sua storia: classe ‘48, infanzia a Buffalo, New York, studi di filosofia alle spalle e una grande passione per la musica, Nile cresce dividendo il palco con i Talking Heads, i Ramones, i Television e, soprattutto, Patti Smith che lo segnala alla Arista. Clive Davis, uno di quei discografici illuminati e appassionati di cui si è rotto lo stampo, lo mette sotto contratto e gli fa realizzare due album osannati dalla critica cui segue, però, un lunghissimo e penalizzante silenzio.

Willie Nile con Alejandro Escovedo sul palco del Buscadero day 2017

Willie è bloccato da beghe burocratiche che gli impediscono di registrare e pure di esibirsi finché, solo nel 1991 arriva l’altrettanto eccellente Places I never been. In un film hollywoodiano questo corrisponderebbe all’happy ending ma New York non è così gentile. Da allora, però, Nile fa dischi, anche se con parsimonia. Nel 1999 presentò Beautiful wreck of the world proprio a Cantù dove i fan italiani scoprirono un personaggio squisito, gentile fra i tavoli e incontenibile sul palco, quasi commosso quando qualcuno gli allungava da firmare copie dei suoi dischi, sorpreso che la sua piccola fama avesse fatto proseliti anche da queste parti. Da allora le incursioni italiane si sono fatte sempre più frequenti e Cantù non manca (quasi) mai nel suo calendario di appuntamenti.

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Prende abitualmente parte al Light of day, la maratona dedicata alla raccolta di fondi per la lotta contro il Parkinson promossa da Bruce Springsteen e, spesso, soprattutto all’inizio della sua carriera, Nile è stato accostato al grande artista del New Jersey anche se l’influenza del rock senza fronzoli di Lou Reed e del punk dei Ramones è altrettanto forte. Ed è lui stesso un modello. La prova? Era in prima fila al concerto degli U2 e Bono lo ha salutato deferente dal palco: non capita tutti i giorni. L’anno scorso aveva pubblicato il primo album con canzoni non sue, ma di un maestro. Anzi. Del maestro per antonomasia:  Positively Bob: Willie Nile sings Bob Dylan. Ora ritorna per presentare il recente Children of paradise in duo acustico con Marco Limido, anima dei Family Style, chitarrista tra i più apprezzati della scena blues nostrana (informazioni e prenotazioni al 3457972809).

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