I trent’anni di Francesco Motta in concerto all’Alcatraz

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Con il primo disco, La fine dei vent’anni, si è aggiudicato la Targa Tenco per la miglior Opera Prima. Con il secondo, Vivere o morire, uscito ad aprile, ha ottenuto grandi consensi da parte della critica specializzata e del pubblico, lo stesso pubblico che giovedì 31 maggio affollerà l’Alcatraz di via Valtellina 25 a Milano per l’ultimo dei quattro eventi che lo hanno già visto esibirsi a Roma, Bologna e Firenze e anticipano il suo tour estivo, in partenza a luglio. Francesco Motta, neotrentenne cantautore e polistrumentista toscano, co – fondatore dei Criminal Jokers, per l’occasione sarà accompagnato sul palco da Federico Camisci al basso, Simone Padovani alle percussioni, Cesare Petulicchio alla batteria, Leonardo Milani alle tastiere e ai cori e Giorgio Maria Condemi alle chitarre.

Dati i miei precedenti, è piuttosto prevedibile che il biglietto di questo concerto stazioni nel mio cassetto già da un po’, e le ragioni sono diverse. Primo, perchè Franceschino l’ho visto crescere, artisticamente parlando, e non vedo l’ora di festeggiare questo suo ennesimo obiettivo raggiunto, secondo, perché quella sua faccettina sempre imbronciata e quell’aria distante sono assolutamente irresistibili  e terzo, the last but not the least, perchè il suo ultimo disco è un piccolo gioiello prezioso, che conquista sin dal primo ascolto. Nove tracce intense e delicate, che scorrono sulla pelle come acqua fresca, figlie di una storia che è la storia in cui tutti possiamo riconoscerci, piena di cose perse e trovate, occasioni colte o volate via, persone amate o dimenticate.

Con quella voce quasi sempre in primo piano, quasi estranea al resto, con quelle parole che si imprimono da sole nella memoria, con quelle sonorità acustiche, affidate tutte al pianoforte e agli archi, Motta sa emozionare, usando pochi, minuscoli dettagli, che non fanno certo rimpiangere la totale assenza delle chitarre elettriche. Poi, sarà la primavera, la stanchezza o quello che vi pare, ma, a tratti, la lacrimuccia ci scappa, inevitabilmente.

Un disco della dipendenza, non c’è che dire. Una dipendenza che non mi è dato sapere fino a quando durerà, ma che ora c’è, e non posso nasconderla. Spero possiate perdonarmi.

Inizio concerto ore 21 circa, biglietti a 24,15 euro.

(Foto di Claudia Pajewski)

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