I migliori dischi della nostra vita

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Si intitola I migliori dischi della nostra vita è un vero e proprio viaggio attraverso gli album che hanno fatto la storia della musica. Lunedì 11 dicembre alle 21 nel music corner “Alta fedeltà” della biblioteca di Verano Brianza in via Nazario Sauro 36 si alterneranno l’americano Jamie Michaels, lo straordinario pianista e fisarmonicista croato Radoslav Lorković, il canturino Andrea Parodi e, a fare da collante, il giornalista Alessio Brunialti. Assieme alla violinista Alice Marini e a Paolo Ercoli al dobro e al mandolino, rileggeranno le canzoni che hanno amato di più dei cari vecchi vinili della loro gioventù.

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Jamie Michaels

Fabrizio De Andrè, Leonard Cohen, Tom Waits, Bruce Springsteen, Bob Dylan, Francesco De Gregori, Randy Newman, Jackson Browne, Tom Petty, Paul Simon, Beatles, Rolling Stones e Woody Guthrie.

«Verranno proiettate le copertine di alcuni dischi fondamentali scelti dagli artisti che li omaggeranno dal vivo – anticipa Parodi che ha organizzato l’evento – Questa divertente cavalcata musicale offrirà l’opportunità di raccontare storia, costumi e cambiamenti della società attraverso una straordinaria colonna sonora. Gli artisti coinvolti sono, appunto, Michaels, cantautore che arriva da Santa Fe, New Mexico. Lorkovic, pianista e fisarmonicista di origine croate residente a Chicago, Illinois. Radoslav ha suonato con tutti i più grandi della musica, Pete Seeger, Arlo Gurthrie, Jackson Browne, Odetta, Jimmy LaFave, solo per citarne alcuni. Paolo Ercoli, è probabilmente il miglior suonatore di dobro che abbiamo in Italia. Ma ci saranno anche altre sorprese, a iniziare da Alice, violinista giovane, bravissima, che ha già collaborato con tanti artisti oltre a portare avanti i propri progetti musicali. A Brunialti il compito di raccontare le storie di questi dischi».

Si tratta di album davvero mitici a iniziare dall’inevitabile Sgt. Pepper dei Beatles, capolavori internazionali come Songs from a room di Cohen, Bringing it all back home di Dylan, Rain dogs di Tom Waits, ma anche meno prevedibili come Pleasures of the harbor di Phil Ochs, Good old boys di Newman, ma anche Greetings from Asbury Park di Springsteen e One – trick pony di Simon (e non, per dire, Born to run e Graceland, proprio perché la musica è un piacere soggettivo).

Non mancano gli italiani con Rimmel di De Gregori e L’indiano di De André, ma è già certo che questo diventerà un format per coinvolgere artisti sempre diversi scoprendo o riscoprendo titoli dimenticati, quando la musica si pensava, appunto, in dischi e non in singoli brani, da ascoltare, magari, velocemente dal telefonino continuando a “skippare” da un frammento sonoro all’altro.

Per questo la biblioteca di Verano ha inaugura il music corner, «Un piccolo angolo per ricreare la magia dei negozi di dischi, per conoscere e ascoltare la musica e riscoprire dettagli e coordinate che si stanno perdendo», in collaborazione con il magazine Buscadero e con la label Ird. L’ingresso è libero.

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