Giorgio Conte sconfina a Cantù

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Sembra strano, vista la sua amicizia di lunga data con il nostro Luca Ghielmetti che, venerdì 18 maggio, non mancherà di affiancare il maestro. Pare ancora più strano, vista l’attenzione che il locale ha sempre riservato alla miglior canzone d’autore nostrana, ospitando i più bei nomi della scena, dagli esordienti a quelli più consolidati. Pare quasi impossibile, ma Giorgio Conte non si è mai esibito All’Unaetrentacinquecirca di Cantù. Una lacuna a cui verrà posto rimedio stasera alle 21.30, grazie a Six Sound assieme a Jm Production, perché l’artista calcherà, finalmente, il palco di via Papa Giovanni XXIII 7 per proporre le canzoni del suo ultimo album, Sconfinando.

E ciò equivale a dire le canzoni di una vita, perché questo disco, pubblicato nell’ottobre scorso, ripercorre tutta la sua carriera in una chiave quasi classica. Accompagnato dall’Orchestra sinfonica Duchessa di Parma diretta da Alessandro Nidi, ha rivisitato brani celebri e non concedendosi la grandeur di questo “sconfinamento”. «Sono uscito dal recinto sonoro delle mie precedenti produzioni addentrandomi in una sconfinata prateria di suoni sinfonici – aveva raccontato presentando il progetto – Da tempo sognavo di appendere, nel mio guardaroba musicale, abiti di pregio, lasciando un po’ da parte il casual e il prét à porter». Del resto si ricorda un aneddoto, per quanto riguarda il look: anni fa lui e Ghielmetti dovevano esibirsi Oltralpe, ma si perse la valigia con gli abiti che avrebbero dovuto indossare sulla scena del leggendario teatro Bobino (sullo stesso palco di Brassens, per dare un’idea dell’emozine). Non restò che fare buon viso e esibirsi in salopette, così come erano arrivati e i giornali dissero che questi italiani si erano presentati come dei “plombier”, come due idraulici (anche se “piombatori” sembra una traduzione ancora più centrata).

Il disco, impreziosito dalla copertina realizzata dall’artista Ugo Nespolo, ha ottenuto l’immediato plauso della critica, segnalandosi anche per la collaborazione con Slow Food per il progetto La buona strada che raccoglie fondi per riattivare la filiera agricola nelle zone del Centro Italia colpite dal terremoto. Tra i titoli scorrono meraviglie come Deborah, proprio quella portata al successo da Fausto Leali, che si trasforma in una milonga, Una giornata al mare, scritta con il fratello Paolo Conte, che acquista ancora maggior intensità, mentre un’operina deliziosa fin dal titolo come Gnè gnè non perde nulla della sua leggerezza. Naturalmente stasera l’orchestra sinfonica non occuperà tutto il palco e anche i tavoli e le sedi e forse anche il biliardo del club, ma non mancheranno le sorprese: oltre a Ghielmetti, infatti, ci sarà un ospite misterioso che si scoprirà solo all’ultimo momento. Prima se ne starà nascosto facendosi piccolo piccolo, come un bonsai. Ingresso a 15 euro.

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