Francesco De Gregori star del Festival Como città della musica

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De Gregori old style con barba e cappello

Francesco De Gregori incanterà il pubblico comasco all’Arena del Teatro Sociale nell’ambito del Festival Como città della musica il prossimo 15 luglio. Pare incredibile, ma non si era mai esibito in città, proprio lui che, come il mito Bob Dylan, è impegnato in un personale neverending tour che lo ha portato a cantare ovunque, anche a Cernobbio, qualche anno fa, a Campione nell’indimenticabile Work in progress con Lucio Dalla, ma mai, negli ultimi 20 anni, a Como. È un cantautore maximo, per così dire, uno di quelli che, con le sue canzoni, si è trascinato dietro almeno tre generazioni, per non parlare di quelle che verranno. Romano, classe 1951, uno dei simboli della canzone italiana d’autore, di cui è difficile contare le collaborazioni, i live, i dischi pubblicati e quelli in cui è anche solo comparso, De Gregori è il padre spirituale di un gran numero di cantautori contemporanei, che a lui si sono ispirati, sia per la sua capacità di inserire nei brani influenze rock, folk e popolari rendendo il tutto decisamente armonioso e personale, sia per la sua incredibile sensibilità narrativa, espressa attraverso testi ricchi di metafore, sinestesie e riferimenti storici, politici e d’attualità. De Gregori e i suoi compagni, Fabrizio De Andrè, Antonello Venditti, Riccardo Cocciante, Lucio Dalla, Claudio Baglioni (solo per citarne alcuni), De Gregori e i suoi personaggi, Alice, Pablo, Girardengo, Fiorellino, la Donna Cannone, il Generale e tutti gli altri, De Gregori e i suoi pezzi di vetro, il suo Titanic, i suoi marinai, il suo rimmel, De Gregori autore e maestro, che sa incantare, commuovere e sorridere. Abbandonati il fedele cappello e la storica barba, elementi caratteristici a cui i fan si erano ormai abituati, De Gregori ha annunciato il suo tour estivo che partirà il 6 luglio dalla Cavea di Roma  e, finalmente, lo porterà a Como, grazie alla collaborazione tra Teatro Sociale e MyNina Spettacoli di Gianpiero Canino, proponendo alcuni dei suoi brani più celebri, alternati ad altri meno conosciuti.

La scaletta, infatti, prevede i grandi classici di De Gregori ma anche gioielli nascosti, canzoni “mai passate alla radio” e brani raramente eseguiti dal vivo negli ultimi anni. «Mi fa piacere quando il pubblico riconosce un pezzo dalle prime note – dichiara l’artista – ma mi piace anche quel silenzio un po’ stupito che accoglie le canzoni meno conosciute. La bellezza del live è anche questa, la scaletta non deve essere scontata, bisogna mischiare le carte».

Sul palco, sarà accompagnato da una formazione speciale, priva di batteria («La maggior parte dei batteristi che conosco ormai cercano di somigliare a una batteria elettronica e questa cosa non mi piace, ci sarò io che batto il piede a tempo e basta», ha dichiarato), che vedrà Guido Guglielminetti al basso e al contrabbasso, Carlo Gaudiello al piano e alle tastiere, Paolo Giovenchi alle chitarre e Alessandro Valle alla pedal steel guitar e al mandolino.

Guido Guglielminetti, il capobanda

«Farò molte canzoni che ho suonato raramente perché magari non erano buoni come singoli, ma quando fai un concerto devi fregartene di quello che passano o non passano le radio. Penso che questa cosa al pubblico andrà bene, anche se magari qualcuno dirà “E questa che è, da dove l’ha tirata fuori”? Insomma, ai miei concerti vengono sia quelli che vorrebbero sentire solo Generale e Rimmel sia quelli che non ne possono più perché ormai gli escono dalle orecchie. Hanno ragione e li capisco entrambi, quindi cercherò di accontentare tutti quanti».

Alessandro Valle

I biglietti sono disponibili in prevendita su Ticketone.it dalle 16 di lunedì 19 marzo, da martedì 20 alla biglietteria del Teatro Sociale in piazza Verdi 1 e, infine, negli altri punti vendita tradizionali dalle 16 di giovedì 22 marzo.

I prezzi

V.I.P. PACK 140 euro + prevendita
I settore 55 euro + prevendita
II settore 46,50 euro + prevendita
Posti in piedi 36 euro + prevendita

(Foto di De Gregori con barba di Daniele Barraco, foto senza barba di Enrico Ballestrazzi, fonte: ufficio stampa Parole & Dintorni)

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