Fortis strappa applausi davanti al Duomo, di notte

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Moltissimi comaschi avevano ancora negli occhi e nel cuore la sua superba apparizione dello scorso giugno in occasione di Parolario, esattamente un giorno prima della pubblicazione del suo ultimo album intitolato 4Fortys e sabato 1° settembre, un numero ancora maggiore di loro, hanno partecipato al grande concerto organizzato dalla scuola di musica Nota su Nota e dall’Officina della Musica in occasione del Como Summer Festival, la rassegna estiva musicale patrocinata dal Comune di Como. Nonostante una partenza ritardata dal maltempo, che in più occasioni ha minacciato di far saltare l’intera serata, Fortis ha festeggiato i suoi “primi” quarant’anni di carriera in mezzo al suo pubblico assiepato all’interno della bella cornice di piazza Grimoldi a Como, pronto, dall’inizio alla fine, a cantare i suoi più grandi successi, eseguiti con squisita maestria dalla Milandony Melody Band e impreziositi dalla voce cristallina di Mary Montesano, a partire dai brani rivisitati del suo album d’esordio omonimo, uscito nel 1978, fino a toccare gli inediti di recente composizione.

Una piazza strapiena e vibrante, un’attesa decisamente premiata, quella della “gente” di Fortis, che ha ringraziato i suoi di aver atteso con pazienza l’inizio di uno show bello, pulito, sentito ed entusiasmante, tutto da ballare, ricco di parole importanti e cariche di speranza. Canzoni che hanno fatto la storia, come Milano e Vincenzo, Il Duomo di notte, La sedia di lillà e Settembre, ma anche perle come la surreale Nuda e senza senoFragole infinite – dedicata a John Lennon ed eseguita ospitando sul palco, all’armonica, Rolando Giambelli, il presidente dei Beatlesiani italiani – hanno acceso la platea, e non sono stati pochi i momenti da applausi a scena aperta, a sottolineare e confermare, una volta di più, quanto il cantautore piemontese sia, a pieno titolo, uno degli esponenti della musica italiana più amati e seguiti di sempre. Un plauso sincero va, di certo, agli organizzatori, ai tecnici e ai fonici, che non si sono lasciati scoraggiare dalla pioggia e dall’autunno incipiente e hanno potuto così offrire alla città un momento di grande e magica poesia.

(Foto di Andrea Butti)

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