Fatou! Un trionfo al Teatro Sociale

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Centinaia i fan in attesa di entrare, tutti occupati i posti al Teatro Sociale: questo lo scenario che ha caratterizzato il concerto di Fatoumata Diawara di domenica.

Grandi e piccoli hanno atteso frementi l’ingresso di colei che si è rivelata una vera regina. Il palco, allestito davanti al sipario, l’ha ospitata con quattro musicisti d’eccezione, due dei quali arrivati dal Mali appositamente per l’occasione.


Un evento unico, con il quale l’artista originaria della Costa d’Avorio ha voluto omaggiare la città di Como, a cui è particolarmente legata.

Il suo ingresso in scena, applauditissimo, è accompagnato dai saluti e dai ringraziamenti che Fatou – avvolta in uno splendido abito, il viso valorizzato da un turbante azzurro – fa, emozionata per il riscontro che la data zero del suo nuovo tour mondiale ha avuto.

Prima dei concerti primaverili, la cantante ha voluto portare al Teatro Sociale il suo nuovo album con un evento il cui incasso è stato parzialmente devoluto al Progetto Emergenza freddo e all’associazione Lachesi.

Non è solo lo scopo benefico a denotare la sensibilità di Fatoumata.

Più volte, durante lo spettacolo, l’artista pronuncia parole di incitamento alla fratellanza e all’uguaglianza: rosso è il colore del sangue ed è lo stesso per tutti noi.

Apre il concerto da sola con la sua chitarra, nei primi pezzi accenna qualche passo di ballo, che più tardi diventerà vera e propria danza. Il brano Mousso (Donne),  auspica più donne al governo nel suo continente e  maggiore sensibilità per permettere ai suoi fratelli di restare senza dover tentare la fortuna e rischiare la vita.

Lo spettacolo procede e a momenti alterni Fatoumata Diawara incanta e incendia il pubblico, che partecipa caloroso battendo le mani o commuovendosi sulle sue parole.

Africa non vuol dire solo migrazione bensì futuro e serve farla conoscere a tutti.

Africa è cuore e lo spirito di condivisione che ancora oggi la caratterizza è, secondo Fatoumata, la normale strada da seguire.

C’è molto da dire, nelle sue canzoni, e in questo album l’inizio è dedicato ai messaggi più profondi ma in seguito si balla, eccome.

Qualcuno in galleria si alza e segue la cantante quando si sfila il turbante e si lancia in una danza coinvolgente. «It’s about our babies, no matter the colour» è il messaggio che lancia al pubblico avviandosi verso il gran finale: la mente va a suo figlio e tutti i bambini di un mondo in cui si fa la guerra per il colore della pelle.

È invece necessario «Essere felici con niente e amando differenze», per potersi divertire e riscoprire le potenzialità dell’umanità.

L’intero teatro recepisce forti e chiare le sue parole,  l’energia è contagiosa: tutti in piedi per United, a dimostrazione di una consapevolezza che, forse non solo per lo spazio dello spettacolo, consente di affrontare ogni tipo di razzismo.


L’abbraccio di Fatoumata Diawara ai quattro ragazzi che sul palco ballano con lei è il suggellamento di un rapporto vero con la città e la degna conclusione di una serata indimenticabile.

(Fotoservizio e filmato di Carlo Pozzoni)

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