Fatou: musica e impegno al Teatro Sociale

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È una Fatou piena di passione, indomita, engagé, quella che ha presentato il concerto che terrà al Teatro Sociale domenica 18 febbraio alle 18, data zero del tour mondiale dell’artista africana. Ma non parla di musica o, meglio, non solo. «È un linguaggio universale – spiega, senza un briciolo di retorica nella sua voce – Lo capisco quando canto da voi, in Italia, o davanti a un pubblico anglofono, perfino in Cina, ovunque: sento che le mie parole arrivano, i sentimenti che stanno dietro alle mie canzoni, anche se nessuno capisce la mia lingua». Originaria della Costa d’Avorio, nata da genitori maliani, Fatoumata Diawara è arrivata in Europa e si è ritagliata un ruolo di primo piano come cantante, autrice, interprete anche cinematografica (il film Timbuktu del regista mauritano Abderrahmane Sissako, che la vede tra i protagonisti, ha ottenuto riconoscimenti in tutto il mondo).

Fatoumata Diawara in uno dei momenti più intensi del film Timbuktu

Il suo primo album l’ha fatta conoscere, ha collaborato con artisti come Damon Albarn (Blur), Herbie Hancock, Bobby Womack e, storia recentissima, David Crosby. «Per questo ho voluto che questo concerto nel meraviglioso Teatro Sociale avesse proprio uno scopo sociale». Parte del ricavato dei biglietti (a 15 euro più i diritti di prevendita), verrà devoluto a due sodalizi comaschi. Alla Rete allargata dei servizi comaschi per la grave marginalità per il progetto Emergenza freddo: sono sette anni che questa rete di enti e associazioni allestisce un servizio di accoglienza notturna per le persone senza dimora. Un’attività che si fonda unicamente sull’impegno dei numerosi volontari, ma che ha dei costi rappresentati dalle spese di riscaldamento, luce e acqua e questo concerto vuole contribuire a integrare i fondi messi a disposizione dal Comune e dagli altri donatori. L’altra destinataria è l’associazione di promozione sociale «per il benessere dell’individuo e della collettività» Lachesi per il progetto Linguaggi comuni che prevede la realizzazione di cinque attività rivolte ai minori stranieri non accompagnati accolti dal campo di via Regina, dall’Opera don Guanella e da Il Focolare con attività sportive, laboratori d’arte, fotografia e musica e anche un gruppo aperto di confronto e socializzazione.

Fatoumata Diawara e Fedora Sorrentino con esponenti di Lachesi e della Rete allargata dei servizi comaschi per la grave marginalità

«Penso che gli africani che arrivano in Europa, in Italia, anche a Como siano stati malgiudicati – prosegue Fatou – Tanti pensano che arrivino da luoghi arretrati, ma non è così. Infatti sono numerosissimi gli europei che fanno affari in Africa, che viaggiano per l’Africa, che si innamorano dell’Africa e scelgono di viverci. Noi non li chiamiamo immigrati». Concorde anche Fedora Sorrentino, presidente del teatro, assieme a Barbara Minghetti, più volte ringraziate per avere reso possibile questa prima che anticiperà l’album («Avrà i toni accesi del rosso, che rappresenta il fuoco che arde dentro di me, mentre nel live i colori sono blu, come il cielo, l’acqua, la vita»).

Ha sposato un comasco ed è legatissima alla nostra città, ma questa prima non è affatto scontata: le era stata offerta una residenza in una sala di Parigi, ma questo è il teatro che lei conquistò in una sola sera, sei anni fa e ha chiesto di tornarci.

(Foto di Carlo Pozzoni)

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