Europa, Africa e Asia: il mondo a Festate 2018

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Ucraina, Marocco, la tormentata Siria, la Costa D’Avorio, fino, naturalmente, all’Italia. È questo il menù multietnico della 28ª edizione di Festate. Il Festival di culture e musiche del mondo che si terrà a Chiasso il 15 e 16 giugno punta tutto sulla qualità, proponendo una rosa di nomi davvero intrigante. Venerdì 15 saranno gli ucraini Dakha Brakha ad aprire, è proprio il caso di dirlo, le danze. Questo quartetto è attivo dal 2004 ed è nato in seno a un progetto teatrale per il quale, inizialmente, proponeva la tradizione popolare per poiu aprirsi ai ritmi del resto del mondo, affiancando al bandura (vero e proprio simbolo del folklore ucraino con le sue 45 corde) strumenti indiani, arabi, africani e australiani.

Tutta da scoprire la voce marocchina di Hindi Zahra, fiore all’occhiello di Festate 2018. Si è trasferita in Francia giovanissima portando con sé i suoni berberi, scoprendo il rock, il soul, il reggae e il jazz. Con Handmade, un album realizzato completamente in autonomia, come suggerisce il titolo, si è fatta conoscere dalla critica, prima, e dal pubblico che le ha regalato un successo che ha fruttato a Zahra un contratto con la prestigiosa Blue Note e il premio Victoire de la Musique. A chiudere i siriani 47 Soul. La musica, qui, si fa impegno: l’“anima del 47”, che questi quattro rahazzi hanno voluto evocare con il loro nome, è quella del loro Paese prima dello scoppio della guerra arabo – israeliana. Il loro genere si chiama shamstep e arriva dalla regione di Bilad al-Sham (che comprende Palestina, Libano, Siria, Israele, parti della Giordania, dell’Iraq e della Turchia), ma screziato di rock, hip hop e funk.

Un’altra grande voce femminile, Dobet Gnahoré (nella foto in alto), inaugura la serata del 16 giugno. Ivoriana, danzatrice, percussionista, cantante poliglotta (canta in Betè, Fon, Baoulè, Lingala, Wolof, Malinkè, Mina e Bambara, oltre che in francese e in inglese) ritrova la stessa capacità di sintesi anche in ambito musicale. Quindi ascolteremo, promette, «melodie mandingue, rumba congolese, ziglibiti ivoriano, bikoutsi camerunense, hig-life ghanese, cori zulu, dai canti betè ai canti pigmei centrafricani». Si chiude con l’Italia di James Senese, sassofonista, fondatore di Napoli Centrale (e, prima ancora, in era beat, degli Showmen di “Un’ora sola ti vorrei”), amico e stretto collaboratote di Pino Daniele, vera e propria colonna portante della musica napoletana contemporanea. L’ultima incarnazione della band impegna Ernesto Vitolo alle tastiere, Luigi de Rienzo al basso e Agostino Marangolo alla batteria.

Après la Classe

Gran finale con i salentini Après la Classe, ed è inutile dire che si chiuderà ballando sotto il palco allestito in piazza del Municipio. Tutto attorno non mancherà lo Spazio Oasi con i suoi colori e i suoi sapori. Biglietti per una serata a 10 euro, per entrambe a 15 euro, ingresso grauito per gli under 16. Non sono previste prevendite, tutte le informazioni al sito www.centroculturalechiasso.ch.

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