De Gregori chiude il Festival con Andreani

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La più bella sorpresa del concerto di Francesco De Gregori, attesissimo domenica 15 luglio in un’Arena del Teatro Sociale praticamente sold out, non riguarda De Gregori. Almeno non direttamente. Sarà Filippo Andreani, cantautore originario di Valmorea, un passato punkettone con Atarassia Gröp, una carriera solistica che sta mietendo consensi sempre più larghi e meritati, ad aprire la serata alle 21.15. Guido Guglielminetti – bassista, produttore, dietro alla consolle per l’ultimo disco dell’artista nostrano, Il secondo tempo, finalista al Premio Tenco – è da tanti anni direttore musicale della band di De Gregori che, in questo tour acustico, schiera anche Paolo Giovenchi alla chitarra, Alessandro Valle alla pedal steel guitar e Carlo Gaudiello al pianoforte, una formazione già sperimentata in autunno in tour in Europa e negli Stati Uniti. Quindi è stato Guido a “spingere” per Andreani?

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Filippo Andreani

«In realtà no – spiega l’artista comasco – Anzi, io gli avevo espressamente chiesto di non forzare la mano, ma Francesco è informatissimo su tutto quello che ruota attorno a lui, ha ascoltato il disco e dopo ha chiesto di incontrarmi. Sono andato a Roma e mi ha dedicato tantissimo tempo prima di un concerto, parlando molto della mia scrittura, di quello che gli era piaciuto. Complimenti che sono meglio di qualsiasi critica e di qualsiasi premio. Alla fine mi ha sorpreso dicendomi che sarebbe stato bello fare qualcosa assieme e, casualità, la prima occasione era proprio a Como. Così gioco in casa, sono più tranquillo». La metafora calcistica non stupisce chi segue questo autore che vede nel calcio una narrazione epica, avvincente, la stessa che De Gregori aveva utilizzato in una delle sue canzoni più belle e più amate, che per coincidenza… «Il primo brano di Francesco che ho ascoltato fu La leva calcistica, in autmobile con mio papà. Un’emozione, me lo ricordo ancora: eravamo in viaggio da Gaggino a Como. Subito dopo c’era Pablo e ci chiedevamo chi fosse costui». Insomma, una bellissima occasione per Andreani che avrà modo, così, di farsi ascoltare da un pubblico competente.

Così De Gregori incanterà il pubblico comasco chiudendo il Festival Como città della musica il prossimo 15 luglio. Pare incredibile, ma non si era mai esibito in città, proprio lui che, come il mito Bob Dylan, è impegnato in un personale neverending tour che lo ha portato a cantare ovunque, anche a Cernobbio, qualche anno fa, a Campione nell’indimenticabile Work in progress con Lucio Dalla, ma mai, negli ultimi 20 anni, a Como. È un cantautore maximo, per così dire, uno di quelli che, con le sue canzoni, si è trascinato dietro almeno tre generazioni, per non parlare di quelle che verranno. Romano, classe 1951, uno dei simboli della canzone italiana d’autore, di cui è difficile contare le collaborazioni, i live, i dischi pubblicati e quelli in cui è anche solo comparso, De Gregori è il padre spirituale di un gran numero di cantautori contemporanei, che a lui si sono ispirati, sia per la sua capacità di inserire nei brani influenze rock, folk e popolari rendendo il tutto decisamente armonioso e personale, sia per la sua incredibile sensibilità narrativa, espressa attraverso testi ricchi di metafore, sinestesie e riferimenti storici, politici e d’attualità.

De Gregori e i suoi compagni, Fabrizio De Andrè, Antonello Venditti, Riccardo Cocciante, Lucio Dalla, Claudio Baglioni (solo per citarne alcuni), De Gregori e i suoi personaggi, Alice, Pablo, Girardengo, Fiorellino, la Donna Cannone, il Generale e tutti gli altri, De Gregori e i suoi pezzi di vetro, il suo Titanic, i suoi marinai, il suo rimmel, De Gregori autore e maestro, che sa incantare, commuovere e sorridere. La scaletta prevede i grandi classici di De Gregori, ma anche gioielli nascosti, canzoni “mai passate alla radio” e brani raramente eseguiti dal vivo negli ultimi anni. «Mi fa piacere quando il pubblico riconosce un pezzo dalle prime note – dichiara l’artista – ma mi piace anche quel silenzio un po’ stupito che accoglie le canzoni meno conosciute. La bellezza del live è anche questa, la scaletta non deve essere scontata, bisogna mischiare le carte». Sul palco, sarà accompagnato da una formazione speciale, priva di batteria («La maggior parte dei batteristi che conosco ormai cercano di somigliare a una batteria elettronica e questa cosa non mi piace, ci sarò io che batto il piede a tempo e basta», ha dichiarato).

Guido Guglielminetti, il capobanda

«Farò molte canzoni che ho suonato raramente perché magari non erano buoni come singoli, ma quando fai un concerto devi fregartene di quello che passano o non passano le radio. Penso che questa cosa al pubblico andrà bene, anche se magari qualcuno dirà “E questa che è, da dove l’ha tirata fuori”? Insomma, ai miei concerti vengono sia quelli che vorrebbero sentire solo Generale e Rimmel sia quelli che non ne possono più perché ormai gli escono dalle orecchie. Hanno ragione e li capisco entrambi, quindi cercherò di accontentare tutti quanti».

Alessandro Valle

Il Teatro Sociale, che organizza il Festival Como città della musica, e MyNina Spettacoli, che organizza il concerto, hanno comunicato che il concerto si terrà con qualsiasi condizioni meteo: «Non dovrebbe piovere, ma il condizionale è d’obbligo vista l’imprevedibilità delle condizioni atmosferiche in questo periodo dell’anno. Si consiglia al pubblico di munirsi di mantelline e/o cappelli per non rimanere sorpresi da un inaspettato scroscio d’acqua». Spettatore avvisato, meno bagnato.

(Foto di de Gregori Daniele Barraco e Enrico Ballestrazzi, fonte: ufficio stampa Parole & Dintorni)

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