Dai diamanti non nasce niente… cantando De André

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Ancora pochi giorni e saranno diciannove, i lunghi inverni spesi a fare i difficili conti con la sua assenza. Perché tanti sono gli anni trascorsi dalla scomparsa del cantautore italiano che, più di tutti, ha viaggiato «in direzione ostinata e contraria», ma la cui espressione e grandezza artistica sono rimaste nel cuore e nella mente di intere generazioni, segnandone talvolta il percorso e le scelte intellettuali. Fabrizio De André manca ai nostalgici e a chi non lo conosce ma dovrebbe, a chi lo ha amato e a chi lo ha solo sfiorato, a chi ne ha fatto simbolo ed esempio e a chi ne ha criticato il linguaggio e la poetica, a chi c’era e a chi rimpiange di non esserci stato, a chi ne ha fatto mito, leggenda, mentore o demone. E come spesso accade per coloro che sono stati grandi, ma grandi sul serio, omaggiarne vita, pensieri e opere pare un dovere a cui sottrarsi davvero non è possibile, perché il senso di ciò che è stato continui ad essere condiviso, trasmesso, amplificato. Se questo poi avviene in una serata speciale, ricca di ospiti eccellenti e all’interno di una location perfettamente adatta allo scopo, il profumo che si percepisce nell’aria è quello buono delle grandi occasioni, in cui pare quasi di vederlo sorridere, Faber, ovunque egli si trovi, con quell’aria sorniona di chi la sa, e l’ha sempre saputa, decisamente lunga.

Gianfranco Foresta

Dai Diamanti non Nasce Niente, il dodicesimo tributo a Fabrizio De André organizzato dal Circolo Arci Xanadù che si terrà il prossimo 20 gennaio, nasce proprio sotto questi ottimi auspici, a giudicare dal cast d’eccezione che, dalle 21.30, sarà presente allo Spazio Gloria, in via Varesina 72 a Como. Cominciando dalla musica, saranno molte le formazioni che si alterneranno sul palco, a partire dai giovanissimi Golden Clocks, band milanese formata da Andrea Raimondo (voce e chitarra ritmica), Matteo Piano (chitarra solista), Jacopo Colaianni (basso) e Matteo Raimondo (batteria), seguiti dai brianzoli Faber Is Back, con Mario Sampaolo (voce), Nicola Gallo (tastiere e fisarmonica), Andrea Farina (basso), Marco Grisetti e Daniele Giugno (chitarre) e Luca Mangili (batteria).

Alessandro Anelli

Il Six Pix Trio di Legnano, il mozzatese Alessandro Anelli, gli Acrustica di Ellis Bottazzo, Daniele Frattini, Moreno Carretta, Ivano Colombo e Fabrizio Montresor e il cantautore e polistrumentista milanese Gianfranco Foresta, accompagnato da Marcello Motta, anticiperanno il live di Renato Franchi e l’Orchestrina del Suonatore Jones, con Marta Franchi (flauto e cori), Roberto D’Amico (basso), Gianni Colombo (tastiere), Viky Ferrara (batteria), Gianfranco D’Adda (batteria) ed Enrico Ronzoni (chitarra).

Gran finale 2017 con l’Orchestrina del Suonatore Jones

Ci sarà spazio anche per le narrazioni e gli scritti legati alla vita e alle opere dell’artista genovese, come quelli raccolti da Daniela Bonanni e Gipo Anfosso nel libro La mia prima volta con Fabrizio De André – 305 storie, per Le canzoni nascoste e le storie segrete raccontate da Walter Pistarini e per le parole di Maurizio Telli, che nel suo saggio Un ombrello d’eternità – La poesia cantata in musica di Massimo Bubola, descrive il suo grande amore per uno dei collaboratori più illustri di De André. Durante l’evento sarà presente il banchetto produzioni discografiche L’isola che non c’era. Presenterà Alessio Brunialti. Ingresso a 12 euro con tessera Arci.

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