Con Moroni e Ionata si scalda l’Officina in jazz

Con Moroni e Ionata si scalda l’Officina in jazz
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Si è chiusa domenica 25 febbraio l’Officina in jazz, rassegna musicale iniziata venerdì 23 febbraio, organizzata in collaborazione con Como Lake Jazz Club. Per l’occasione, l’Officina della musica di via Giulini 14, a Como, si è trasformata in una piccola enclave atemporale dalle luci soffuse, in un’aria densa delle note del sassofonista Max Ionata e del pianista Dado Moroni, che hanno portato al pubblico le loro reinterpretazioni di Stevie Wonder e Duke Ellington. «Si prestano a essere omaggiati nello stesso contesto perché hanno in comune l’anima blues, l’educazione battista improntata a spiritualità, una reciproca stima testimoniata ad esempio da Sir Duke, bellissima traccia di Stevie Wonder – introduce Dado – e, più in generale, qui il blues funge da comune denominatore, è un collante universale».

Dado Moroni

Oltre ad attingere rispettosamente al vasto campionario di grandi e conosciutissimi classici di questi mostri sacri, fra cui Isn’t she lovely, Secret life of plants e Come sunday, per la stesura della scaletta i due musicisti si lasciano guidare dall’emotività e dal personale trasporto in loro suscitato dai brani. E così Dado introduce Smile please, che esegue in solo, dicendo che «è un pezzo che mi fa pensare a mio figlio, alla sua capacità straordinaria di farmi ritrovare la sorpresa in ciò che mi circonda e a cercare universi nascosti negli elementi della mia quotidianità».

Max Ionata

Le pause sono poche, le parole superflue: «A noi piace la musica. Se parliamo cinque minuti, recupereremo suonando cinque minuti in più», specifica Max. E in effetti durante l’esecuzione i due paiono dialogare in un linguaggio che sentono con tutti sè stessi e che il pubblico, per quanto rapito, non può penetrare a pieno. In chiusura, per l’encore raggiunge la postazione del pianoforte il canturino Andrea De Medici. Infatti «oltre a diffondere musica jazz di qualità, uno dei nostri obiettivi principali è valorizzare musicisti del territorio», spiega il presidente di ComoJazzClub Edmondo Canonico. Gli applausi scroscianti al termine dell’esibizione confermano che in effetti non sempre serve portare lo sguardo lontano, per trovare talenti a cui vale la pena di prestare attenzione.

Two for you: un concerto dedicato a Duke Ellington e Stevie Wonder

(Foto di Carlo Pozzoni)

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