Commozione al Sociale per Brundibár, opera – simbolo per la Shoah

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Musica, teatro, emozioni. Le note e le voci di Brundibár sono entrate nel cuore dei molti che venerdì sera al Teatro Sociale hanno applaudito un’opera portata in scena dai ragazzi delle scuole. Un anno di lavoro per un progetto che ha raccontato la tragedia della Shoah e del campo di concentramento cecoslovacco di Terezín. Lì, nell’agosto del 1944, l’operina Brundibár era stata rappresentata durante un’ispezione della Croce Rossa Internazionale per dimostrare, a chi stava fuori dai cancelli, che nel campo i detenuti ebrei vivevano bene. Una maschera che nascondeva una dura realtà.

In occasione della Giornata della Memoria, i ragazzi delle scuole comasche, con la guida degli insegnanti, hanno messo in scena l’opera nata nel 1938 dalla penna del compositore cecoslovacco Hans Krása. L’Istituto Comprensivo Como Borgovico, il liceo musicale Teresa Ciceri e il Conservatorio Verdi hanno interpretato l’opera con coro (insieme al coro di voci bianche del Sociale), orchestra e voci soliste. I ragazzi del liceo artistico Melotti di Cantù si sono occupati delle scenografie mentre gli attori della scuola di teatro del Sociale hanno vestito i panni di un gruppo di giovani di Terezín e interpretato alcuni personaggi della storia. Un mix ben calibrato di note, voci e recitazione, con il fantoccio del terribile Brundibár, il cattivo, suonatore d’organetto, che sovrasta tutti e che tutti seguono, dal popolo, ai venditori ambulanti, al poliziotto. Un soverchiatore che ricorda Hitler che alla fine perderà. A vincere saranno i piccoli fratelli Aninka e Pepicek alla ricerca di un po’ di latte per la mamma malata che, con l’aiuto di un passero, di un gatto, di un cane e dei bambini del paese cacceranno il cattivo, canteranno nella piazza del mercato e raccoglieranno abbastanza offerte per comprare il latte.

Le note dell’orchestra, diretta da Pierangelo Gelmini, hanno accompagnato la tensione dell’incontro con il cattivo Brundibár, la paura dei bambini, l’aiuto degli animali e il finale, positivo e carico di speranza, della storia. Un’interpretazione musicale, corale e attoriale che ha emozionato e che ha raccolto l’entusiasmo del numeroso pubblico presente che ha tributato il suo lungo applauso ai ragazzi e ai loro insegnanti. Il progetto, che ha coinvolto oltre 200 ragazzi, è prodotto in collaborazione con Teatro Sociale, Casa della Musica, Isc Perretta e Comune di Como: «Questo evento è stato fortemente voluto dall’amministrazione e costruito insieme alle scuole e al Teatro Sociale – ha dichiarato l’assessore alle politiche educative Amelia Locatelli introducendo la serata – La cultura è un elemento che rende liberi. Questo è l’insegnamento principale da trasmettere oggi ai nostri ragazzi».

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