Città di Cantù: parte il 28° Concorso internazionale per pianoforte e orchestra

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C’è una specie di impalpabile fibrillazione, a Cantù, nei giorni del Concorso internazionale per pianoforte e orchestra che porta il nome della città. La multietnicità, che ormai caratterizza i volti e i gesti del quotidiano, assume per le vie del centro un aspetto diverso, che forse non tutti colgono ma è ben presente: gli occhi di un viso che viene da lontano sono quelli un po’ spaesati ma anche in qualche modo diversi e particolari, vivaci di musica e determinati di curiosità propri di un giovane talento. Si aggiunge poi la macchina organizzativa della competizione, tanto discreta quanto vivacemente attiva e brulicante di gente che va e viene nella vita quotidiana canturina. Famiglie ospitanti curiose e attente, cartine della città compaiono in mano a molti che si orientano per trovare per qualche giorno la sala comunale del Salone dei convegni di piazza Marconi, per qualche giorno ancora la sala del Teatro Fumagalli, con quel nome, Vighizzolo che per molti è identità di quartiere e per chi viene dall’altra parte del mondo un puntino da trovare.


È al Salone dei Convegni, storica sede delle prime edizioni, che riparte da domenica 29 aprile – con un po’ d’anticipo sul calendario tradizionale – la fase prima e più affollata di persone della competizione pianistica 2018. Le novità che la Nuova Scuola di Musica ha inserito nell’edizione numero 28 del Concorso internazionale per pianoforte e orchestra Città di Cantù arriveranno più in là. Ora riprendono le quasi trentennali consuetudini d’avvio. Decine di pianisti promettenti fanno crocchio attorno al calendario delle prove eliminatorie; i due pianisti accompagnatori che sostituiscono alla seconda tastiera l’intera orchestra – i maestri Antonio Tarallo e Vsevolod Dvorkine, quest’ultimo già vincitore d’ un “Cantù” – sono pronti a una tre giorni da cardiopalma, ma anche densa di incontri, emozioni musicali e responsabilità formative verso i concorrenti; la giuria internazionale rimane attenta per ore, magari intravvedendo già quelle eccellenze che potrebbero guadagnarsi, con l’incontro con l’orchestra vera, il riconoscimento di una capacità unica. Di pianisti classici diventati famosi nel mondo con carriere internazionali strepitose, d’altra parte, in quasi trent’anni ne sono passati non pochi, dal concorso di Cantù.


Per il pubblico, che rimane una fondamentale anima e destinazione del concorso, ritorna l’occasione imperdibile e unica di ascolto dal vivo di capolavori indiscussi della musica di tutti i tempi. La fase che si apre questa mattina nel piccolo salone di piazza Marconi è quella un po’ più specialistica ma particolarmente intensa: si ascoltano tutti i concorrenti, nel primo movimento del brano presentato da ciascun concorrente. La tradizionale divisione in Concerti classici e Concerti romantici, che ha fatto storia per un quarto di secolo, appare oggi redistribuita con una più asettica ma corretta definizione di Sezione A, che comprende le opere da Johann Sebastian Bach a Mozart, Beethoven fino a comprendere Mendelssohn, Chopin, Schumann e Liszt, e Sezione B, che parte dai due Concerti di Brahms per arrivare a Rachmaninov, Gershwin e Prokof’ev. L’intuizione brillante, dovuta culturalmente e interessantissima, della Sezione Concerti del XXI secolo è una prospettiva tutta da costruire, alla quale auguriamo tutto il bene del mondo, oltre le polemiche, perché potrebbe negli anni a venire proiettare su Cantù una prospettiva musicale e culturale unica, che va ben oltre un titolo e un autore.

L’appuntamento per tutti è dunque, domenica 29 e lunedì 30, al Salone dei Convegni di piazza Marconi con i quasi 80 giovani concorrenti del Concorso internazionale per pianoforte e orchestra “Cità di Cantù” 2018. A presidere la commissione sarà la pianista Marcella Crudeli, madrina di una delle prime e speranzose edizioni. Un’ulteriore scelta di buon auspicio, per una manifestazione che ha ancora tanto da dire e far ascoltare.

(Immagini dal Concorso del 2017)

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