Città di Cantù: al pianoforte ottanta giovani da venti Paesi

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Sono arrivati nei giorni scorsi, alcuni spaesati e carichi di valigie, piene di abiti adatti ad ogni clima e stagione, altri con in mano una mappa geografica enorme, di quelle che una volta aperte si fatica a richiuderle senza impazzire. Sono circa una settantina, gli iscritti alla ventottesima edizione del Concorso Internazionale per Pianoforte e Orchestra Città di Cantù e provengono da una ventina di paesi diversi: la maggior parte è di nazionalità italiana e rumena, seguita da una forte presenza russa, cinese, giapponese e francese, ma non mancano rappresentanze dalla Bielorussia, Bulgaria, Corea, Israele, Kazakistan, Serbia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Taiwan, Stati Uniti e Uzbekistan.

Sono tutti giovani under 35, come prevede il regolamento, otto dei quali minorenni, come la piccola Yagi Daisuke, quattordici anni appena compiuti, che viene dalla prefettura di Kanagawa, in Giappone, mentre l’“anziano” del gruppo è il russo Kiril Aggeialfis, classe 1984, originario di Mosca. Le due sezioni in gara, quella classica e quella romantica, registrano quest’anno un certo equilibrio in termini di iscritti, e tra i compositori più gettonati ci sono Mozart, Beethoven, Chopin e Rachmaninov. Venerdì 27 e sabato 28 aprile i partecipanti hanno avuto la possibilità di provare i loro brani nel salone dei Convegni di piazza Marconi a Cantù, prendendo confidenza con i due maestosi pianoforti a coda accordati dal maestro Naoto Ichikawa.

Qui, da domenica 29 aprile fino a martedì 1 maggio, si terranno le prime fasi eliminatorie, vissute dai ragazzi con grande tensione e concentrazione. Una competizione importantissima, quella canturina, perfetta cartina tornasole della didattica mondiale, come ha dichiarato Antonio Tarallo, insegnante al Conservatorio di Piacenza, giudice e pianista accompagnatore del concorso da ben ventidue edizioni. «Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, nel corso degli anni ho potuto constatare un deciso miglioramento, mentre l’Europa si conferma meta fissa per tutti coloro che arrivano dall’Asia con l’intento di conoscere a fondo e assorbire la cultura classica, laddove è nata e si è sviluppata».

(Foto dell’edizione 2017)

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