Buscadero Day, miracolo a Pusiano

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C’è una sostanziale differenza tra un semplice festival musicale e una grande festa della musica. Al di là delle proposte artistiche o le location scelte, quello che davvero distingue la seconda dalla prima sono i dettagli, in questo caso per nulla trascurabili. Primo, la gratuità, che permette a tutti, senza distinzione, di assistere ai live di musicisti dalla bravura innegabile. Secondo, la versatilità, che consente di dare a diversi progetti musicali la possibilità di farsi ascoltare. Terzo, l’intenzione, quella che anima chi in questo evento ci crede, chi si impegna e lavora per creare qualcosa di assolutamente unico e prezioso. Bisogna proprio partire da queste caratteristiche per raccontare il Buscadero Day, la fulgida creatura di Andrea Parodi, del sindaco Andrea Maspero e dell’amministrazione comunale di Pusiano.

Filippo Andreani

Andrea Parodi

Una manifestazione che, nel 2018, ha compiuto dieci anni e, nella sua intensa due giorni, ha raccolto intorno a sé più di un centinaio di musicisti, che si sono esibiti su due palchi, per un totale di quasi 70 performance musicali, in un viaggio fantastico tra sonorità folk, rock, country e blues, passando per il pop e lo stile cantautorale. Seguitissimo il Six Sound Stage, gestito egregiamente dall’equipe della scuola marianese, sul quale si sono alternati affermati cantautori del territorio, band emergenti e qualche guest star, come Jono Manson e Alex Gariazzo, che hanno proposto un delizioso cammeo acustico prima di calcare il palco principale. Un lavoro incredibile è anche quello a cui sono stati chiamati i fonici dell’Uli Main Stage, che ha ospitato ben trenta formazioni diverse, accolte da un pubblico sempre più numeroso ed entusiasta, a ulteriore testimonianza di come la musica sia veicolo di cultura, condivisione e speranza. Un concentrato di emozioni, tra le quali è giusto sottolineare quelle suscitate, nel pomeriggio di sabato, dalla performance di Filippo Andreani, senza dimenticare le suggestive atmosfere costruite ad arte da The Crowsroads dei fratelli Corvaglia e dalla calda voce di Massimo Priviero. Poi, domenica, sono stati quei “ribelli, sognatori e fuggitivi” di The Gang (nella foto in alto) a smuovere ugole, memorie e coscienze, anticipando le esibizioni di Alex Gariazzo, Jono Manson e Gennaro Porcelli, che hanno miscelato i loro talenti e quelli di altri musicisti di grandissimo livello.

 

Tom Chacon, premio artista rivelazione dell’anno, ha duettato con l’incantevole e bravissima Violante Placido, regalando un momento di pura poesia, mentre con Los Pacaminos, i mariachi accompagnati dalla leggenda Paul Young, è stato impossibile non ballare.

 

Prima del gran finale con la James Maddock Band e l’inevitabile “invasione di palco” da parte di tutti gli altri artisti, Larry Campbell, che ha ritirato il premio alla carriera, e Teresa Williams hanno dato vita ad uno spettacolo da incorniciare.

 

Ma Buscadero Day non fa rima solo con musica di qualità. Buscadero Day fa rima anche con gioia, sorrisi, incontri, convivialità e bellezza. Lo sanno bene i moltissimi presenti, lo sanno bene gli appassionati, i curiosi e i semplici passanti, accomunati dal simbolo di questa edizione, il cappello da cowboy omaggio del main sponsor Utility Line.

Complici una temperatura deliziosa e un sole piacevole, che hanno miracolosamente smentito ogni previsione meteorologica, la decima edizione della piccola Woodstock comasca ha registrato un’incredibile affluenza di pubblico di ogni età, che ha apprezzato il grande lavoro degli organizzatori, cogliendo l’occasione di sostare tra il fresco degli alberi, ascoltare le performance di artisti dal talento maiuscolo, acquistare quel disco di cui proprio non si poteva fare a meno e, ogni tanto, riempirsi gli occhi con la vista meravigliosa del lago, appena al di là della siepe.

 

Una bambina biondissima che canta e danza una ballata degli Orphan Brigade, le decine di plaid distesi sulla piccola collina, gli abbracci e i racconti tra una canzone e l’altra sono immagini che appartengono solo alla magia di questo evento, a cui non si può che augurare una vita lunga, prospera e felice.

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