Brad Mehldau chiude il Festival jazz di Chiasso

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Il grande talento pianistico di Brad Mehldau è il fiore all’occhiello della 21ª edizione del Festival di Cultura e Musica Jazz che si conclude domenica 11 marzo al Cinema Teatro di Chiasso con un concerto per pianoforte solo dell’artista di Jacksonville. È un gradito ritorno, il suo: nel gennaio dell’anno scorso ha presentato i suoi Three pieces after Bach, ispirati a uno dei capolavori riconosciuti della grande musica, Il clavicembalo ben temperato, la celeberrima raccolta di preludi e fughe che Johann Sebastian Bach completò nella prima metà del Settecento, autentico caposaldo della cultura musicale occidentale. Un’“invasione di campo”, se così si può dire, che ha dato prova, per l’ennesima volta, della versatilità di un musicista che ama rinnovarsi costantemente. Qualche anno fa, ad esempio, ha mandato nei negozi un doppio album di duetti con il mezzosoprano svedese Anne Sophie Von Otter. Tentazioni classiche sfogate anche nel complesso Highway rider che resta, indubbiamente, come una delle opere più importanti della sua carriera (After Bach, invece, è annunciato per quest’anno). E proprio perché è sempre in movimento, non poteva ripetersi e chi assisterà alla sua performance, alle 17, ascolterà musica nuova.

Perché se è vero che Mehldau ama spaziare in più campi, c’è sempre chi lo preferisce jazz, senza se e senza ma, senza orchestra, senza cantanti liriche e magari anche senza contrabbasso e batteria, anche se è stato tra i rivoluzionatori di quella che, non a caso, chiama the art of the trio: il solo pianoforte per un paio d’ore di grande piacere d’ascolto. Ma anche i puristi si inchinano di fronte alle sue scelte, sempre eclettiche. Un buon punto di riferimento può essere 10 years solo live, il box che ha pubblicato nel 2015 per celebrare un decennio di concerti in solitudine. Tra i quattro dischetti si incontrano standard come My favorite things, Get happy e I’m old fashioned, ma anche omaggi ai Beatles di Blackbird e And I love her, ai Radiohead di Jigsaw falling into place e Knives out, ai Nirvana di Smells like teen spirit e ancora Jeff Buckley, Verve, Pink Floyd, Beach Boys. E poi brani di Coltrane e Monk, la bossa di Jobim che si sposa a un Intermezzo di Brahms a una “chanson” di Léo Ferré e a qualche composizione originale. Ed è quello che si ascolterà in questo bel pomeriggio di musica? Sì… ma forse no: bisogna abbandonarsi all’estro di Mehldau che arriva a suggellare un’edizione del festival coronata, ancora una vola, da un larghissimo consenso di pubblico. I biglietti per il concerto sono in vendita a 20 franchi svizzeri (platea, posti in piedi) e a 30 franchi svizzeri (balconata, posti a sedere numerati).

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