Bellavista Swing: qui è proprio Parì

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Ritorna lo swing manouche dei Bellavista, venerdì 16 marzo alle 22 al Lighthouse Drink & Food di via Garibaldi 59. È una band che rivisita standard americani come All of me e On the sunny side of the street, ma anche brani tratti dalla tradizione popolare italiana come Voglio vivere così e Mille lire al mese, e successi internazionali contemporanei come Save a prayer dei Duran Duran e A forest dei Cure. Il tutto come se a interpretarli fosse il quintetto dell’Hot Club de France del grande Django Reinhard, straordinario chitarrista zingaro che ha segnato la storia del Novecento con la sua originale tecnica chitarristica.

In questo caso il compito di emularne le gesta spetta a Claudio Pietrucci che si cimenta anche all’ukulele. Non poteva mancare un violino, ruolo che ricopriva un’altra leggenda del jazz europeo, Stéphane Grappelli, ma in questo caso è una delle musiciste più versatili del comasco, Giulia Larghi, a cimentarsi all’archetto. Completa il quintetto la sezione ritmica di Cristian Furini (contrabbasso) e Marco Carnelli (rullante e charleston) mentre è Marco D’Aura a occuparsi delle parti vocali. Hanno pubblicato un ep eponomo e due album, In bellavista e Qui non è Parì. Ma ovunque vadano, per la verità, diventà un bel po’ Parì.

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