Alogna e Pascalucci per la Fondazione Palma

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L’associazione Antonio e Luigi Palma torna a invitare la cittadinanza comasca attorno alla musica di qualità nel nome delle proprie encomiabili iniziative. Come ormai da molti anni, nel quarto di secolo di offerta di assistenza per la cura del dolore a Como, è un concerto a richiamare alla conoscenza dell’attività svolta dall’associazione e raccogliere contributi mirati.
Protagonista, domani, venerdì 16 novembre, alle 20.45 in Sala Bianca del Teatro Sociale di Como, sarà il violinista comasco Davide Alogna. In duo con il pianista Fiorenzo Pascalucci, Alogna terrà un concerto dal significato molto particolare dal punto di vista musicale.
Oramai da tempo Alogna rivolge parte del suo interesse e di repertorio e del proprio lavoro di ricerca agli autori italiani della prima metà del Novecento. Una ricerca partita con Respighi, arricchita ulteriormente in occasione del cinquantennale dalla morte di un lavoro importante relativo al compositore Mario Castelnuovo Tedesco, fiorentino di origini ebraiche naturalizzato statunitense nel 1946.
Maestro Alogna, quale sarà il programma del concerto per l’associazione Palma?
In duo con Pascalucci suonerò la celeberrima Sonata in la di César Franck e una Sonata per violino e pianoforte di Mozart, ma il fulcro della serata che offriamo a Como sarà l’esecuzione del Terzo concerto per pianoforte e violino di Castelnuovo Tedesco, uscito ufficialmente in incisione discografica lunedì scorso per l’etichetta Naxos. Sarà l’eco della prima mondiale discografica: il cd è stato presentato a Milano da Fazioli. All’evento era presente fra gli altri il direttore di Naxos Peter Brownlee,venutoappositamente da Oxford, perché il cd contiene tre inediti, tutti brani conservati alla Library of Congress di Washington, che per la prima volta vengono registrati: sono stati prodotti da lui, io sto iniziando a suonarli proprio in questi mesi.

Fiorenzo Pascalucci

A quale epoca risalgono i brani, e quale significato hanno per la storia musicale recente italiana?
Il Terzo concerto op. 102 è stato commissionato a Mario Castelnuovo Tedesco da Jascha Heifetz nel 1939: è il primo brano composto dal musicista italiano in America. Quando Castelnuovo Tedesco arrivò negli Stati Uniti, ricevette immediatamente una commissione da Heifetz riguardante proprio un brano in forma di Concerto ma con il pianoforte, volutamente al posto dell’orchestra: un brano molto bello, che poi il violinista non suonò mai a cau- sa di divergenze intercorse con il compositore riguardo al terzo movimento, molto particolare. Il Terzo concerto è fortemente autobiografico, con passaggi molto descrittivi; il terzo tempo di cui dicevo trova inseriti addirittura temi di jingle americani, mentre nel secondo – come chiaramente indicato nella prefazione – Castelnuovo Tedesco descrive in musica il suo arrivo a New York. Il Concerto è un brano molto im- pegnativo, molto virtuosistico.

Davide Alogna e Fiorenzo Pascalucci

Ci sono anche altri brani di Castelnuovo Tedesco che meritano di essere conosciuti?
Del disco fa parte anche la Sonata per violino e violoncello, scritta nella convinzione che nessun esecutore l’avrebbe mai suonata in quanto frutto di una ricerca sull’impasto di violino e violoncello, nonché di una complessità tecnica ipoteticamente inesegui- bile: devo riconoscere che è di una difficoltà esagerata, bellissi- ma, visionaria pur sempre dentro i canoni del tardoromanticismo. C’è inoltre lo stupendo Trio per archi, tuta musica scritta dall’au- tore per il piacere del far musica, al di là delle commissioni, pur ricevute da amici veri come Heifetz o Segovia.
La sua ricerca nei confronti di Castel- nuovo Tedesco è solo in ambito ese- cutivo?
No, si estende al campo editoria- le: per la casa editrice italiana Curci, che per la prima volta in assoluto n occasione del centena- rio cura l’integrale, ho collabora- to alla revisione delle parti a fian-o del maestro Angelo Gilardino.

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