Al Carducci un Butterfly effect in prima nazionale

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Al Carducci arriva una serata tutta particolare di performance tra suono e parola. È una prima nazionale, quella che l’associazione di viale Cavallotti offre alle 20.30 al Salone Musa: un incontro di musica e poesia fuori dagli schemi, grazie al filone tematico Lògos & mélos – Quando la musica incontra la parola che caratterizza la locandina di quest’anno della Stagione concertistica. Butterfly effect propone un viaggio di suggestioni con la poesia di Simone Savogin e la musica di Stefano Fumagalli (nella foto in alto), immerse in un contesto sonoto che, con Savogin in veste di voce recitante e Fumagalli alle chitarre ed elettronica, prevede la partecipazione di giovani talenti del panorama musicale italiano come Martino Malacrida (batteria), Fabio Longo (basso), Edoardo Maggioni (tastiere) e Andrea Baroldi (tromba).

 

Le atmosfere evocate dalla voce recitante di Savogin si intrecceranno con le sonorità delle musiche composte da Fumagalli ispirate alle poesie contenute nella raccolta in un percorso inedito e coerente con la storia degli artisti lariani, fatta di contemporaneità e radici, suono della parola e significato della musica. «Non abbiamo altro che noi stessi, da donare a chi ci regala vita. Siamo onde che si formano in risonanza con ciò che ci muove dal silenzio e ci permette di vibrare. E come s’apprende nell’abbrivio del cammino cerco sempre di ricordare a me stesso quanto fondamentale sia l’accogliere, l’accettare, l’imparare, piuttosto che il chiudere, il definire e il credersi».

Simone Savogin

Con queste parole Simone Savogin introduce la sua raccolta di poesie Come farfalla (Mille Gru 2018) che hanno ispirato il dialogo tra parola e suono: quest’ultimo, grazie all’ispirazione contemporanea del compositore lecchese Stefano Fumagalli, trova spazio in linguaggi contemporanei e improvvisazioni jazzistiche, dialoghi strumentali e atmosfere elettroniche. «La musica non è concepita come mero colonnosonorismo di sottofondo, ma costituisce composizioni a sé stanti che, partendo dai versi delle poesie, si sviluppano su percorsi nuovi e imprevisti», precisa Fumagalli. La parola e il suono, quindi, seguono binari distinti che si trovano a correre talvolta parallelamente e talvolta, invece, si fondono in un unico flusso sonoro. «Seguendo metaforicamente la trasformazione da crisalide a farfalla, lo spettacolo porterà gli ascoltatori a una riflessione sul sé e sull’ambiente che lo circonda, favorendo la nascita di una nuova consapevolezza interiore. La metafora, a livello sonoro, si manifesta con costruzioni musicali in divenire, sonorità in continua transizione tra definizione e rarefazione, acustico ed elettronico, struttura e interplay», continua Fumagalli, noto dalle esperienze di un decennio fa con il Gruppo Làbun alle esperienze di ricerca dell’empatia degli elementi stilistici sonori più intensi e variegati.
Ingresso libero per i soci o donazione all’associazione di 10 euro.

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