L’Armadio di Grace

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Qualche mese fa ho notato, nella libreria di un’amica, il libro Il magico potere del riordino di Marie Kondo, di cui tanto avevo sentito parlare tempo prima. Mi aveva incuriosito, soprattutto perché altre amiche lo avevano letto ed erano entusiaste dei risultati che erano riuscite a raggiungere seguendo le indicazioni dell’autrice in merito al riordino come concetto – prima di tutto – mentale. Dovendomi apprestare a un trasloco ho pensato «quale migliore occasione per leggerlo a mia volta e verificare se è davvero così portentoso»? Nello stesso periodo, peraltro, l’ennesima amica stava riorganizzando il suo armadio seguendo – pressoché alla lettera – il metodo della nostra Marie. Ero mossa dalle migliori intenzioni – giuro! – e sono partita carica di buoni propositi. Propositi che sono poi miseramente naufragati, forse per il concomitante sforzo – fisico ed emotivo – che il trasloco in sé, i lavori a casa nuova e tutto ciò che ne deriva stavano provocando in me. Marie Kondo non sarebbe per nulla fiera di me: sì, ho sistemato i calzini come dice lei senza appallottolarli altrimenti si stressano; sì, ho comprato le scatole giuste per riporre le maglie in modo più corretto; sì, ho eliminato parecchi indumenti che non mettevo da anni e che conservavo solo per abitudine e attaccamento morboso. Però non mi sono concentrata sul riordino con i tempi corretti e non ho evidentemente eliminato abbastanza capi, dato che i due armadi strabordano comunque (dannazione alla mia vena di accumulatrice seriale). Marie, dicevo, non sarà fiera di me ma me ne farò una ragione, perché ho scoperto che c’è chi è, invece, molto brava nel seguire il suo metodo e nel mostrarlo agli altri, tanto che lo ha fatto diventare un lavoro.

Catteland

So dunque su chi potrò contare, quando vorrò – davvero – riordinare la mia casa. Colei di cui parlo si chiama Erika e ha creato un blog – L’armadio di Grace – in cui dà consigli a lettori e lettrici su moltissimi aspetti che riguardano la casa, e, soprattutto, presta la sua consulenza a chiunque necessiti di aiuto nel riordinarla o riorganizzarla. Mi è capitato di ascoltarla in diretta su Radio Deejay, dove era ospite del programma Catteland, e ho scoperto che è di Como: potevamo noi di BiBazz farcela scappare? La risposta è qui sotto.

Erika tu hai iniziato a proporre la tua attività di consulente partendo dalla lettura del best seller di Marie Kondo: come sei riuscita a fare tuo e a riproporre questo “magico potere”?

Dopo aver letto il libro, e diversi altri libri sull’organizzazione, mi sono sentita pervasa dalla voglia di mettere in ordine TUTTO, non solo lo spazio “fisico”; sapevo che se avessi sistemato gli spazi di casa mia, avrei messo ordine nella mia vita e nella mia mente: è questo il fulcro di questo metodo. Chiaramente ho dovuto riadattare il metodo Konmari, occidentalizzandolo; essendo un metodo orientale, alcuni aspetti sono abbastanza rigidi, ho quindi cercato di renderlo più flessibile, ottenendo comunque ottimi risultati.

Erika Grace

Da quanto tempo svolgi questo lavoro? La clientela che ti contatta è cambiata, è sempre stata variegata o ci sono alcune tipologie di persone che più frequentemente ti contattano? Da cosa credi che dipenda?

Lavoro ufficialmente come professional organizer da pochissimo tempo. In realtà, però, metto in pratica il metodo da tre anni (da quel famoso periodo in cui lessi Il magico potere del riordino). Allora decisi di aiutare familiari e amiche e, senza saperlo, misi le basi per quello che sarebbe diventato il mio lavoro. La clientela è prettamente al femminile ma variegata: dalla ragazza che vive da sola  alla signora benestante; non ho una tipologia di cliente specifica, vengo contattata da persone che desiderano vivere serene, senza avere il timore che, aprendo l’anta dell’armadio, caschi fuori una miriade di capi stipati al suo interno. Come ho già detto, l’ordine visivo si rispecchia nell’ordine e nella serenità della propria mente e, di conseguenza, nella propria vita.

Quando vieni chiamata in una casa come ti muovi al suo interno, come racconti e poi mostri il tuo lavoro alle persone che si rivolgono a te?

Il primo passo, dopo essere stata contattata, consiste nel visionare dal vivo, o virtualmente con foto e video, la zona da riorganizzare. Ci accordiamo su una data per il riordino  e il giorno stabilito arrivo nella casa in questione munita del progetto preparato in precedenza. Inizio a svuotare lo spazio e, successivamente, insieme alla cliente, mostro la mia idea di riorganizzazione, mettendola in pratica anche in base alle sue esigenze. Nell’esempio dei capi di abbigliamento e biancheria per la casa, insegno a piegare tutto “in verticale”, come nel metodo ideato da Marie Kondo.

Erika al lavoro

Tu hai un blog e ti si può seguire anche tramite i social su Facebook, Instragram e Pinterest : le valutazioni e i commenti che ricevi sono sempre positivi, è capitato anche di affrontare situazioni di persone insoddisfatte o riesci sempre a riuscire nel tuo compito?

A oggi non mi è ancora capitato di ricevere commenti negativi. Credo che, mettendoci tutto l’amore che provo nei confronti di questo mestiere, l’impegno si trasmetta ai clienti, che percepiscono la passione con cui lo svolgo. Sono comunque convinta che, se in futuro dovessero arrivare, sarebbero certamente una spinta in più per migliorarmi e crescere professionalmente.

I tuoi post spaziano dalle tecniche e gli oggetti che possono aiutare nel riordinare la casa o alcune delle stanze fino ai consigli per il decoro e, ancora, ai mercatini più interessanti: quali sono quelli che i tuoi follower apprezzano maggiormente?

Ho notato che i miei follower sono molto interessati a tutto ciò che riguarda l’organizzazione. Credo però che l’arma vincente sia quella di spaziare tra diverse tematiche, in modo tale da risultare sempre stimolante e poco noiosa, o almeno di provare a farlo.

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