Tratteggiare Guido Crepax: il padre e l’artista oltre Valentina

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Caterina e Antonio Crepax saranno a Como martedì 20 marzo alle 19.30 nell’ambito del ciclo La passione che prende (la) vita organizzato dall’agenzia di comnunicazione Manzoni22 e dall’agenzia web Ovosodo nella nuova sede di quest’ultima in via Brusadelli 22. Tratteggiare Guido Crepax: il padre e l’artista è il titolo di un incontro che vedrà protagonista anche Loris Cantarelli, direttore editoriale di Fumo di China, autorevole punto di riferimento per gli appassionati di fumetti che compie, proprio nel 2018, quarant’anni. Si parlerà di Valentina, naturalmente, la creatura più celebre di Crepax, ma non solo: prendendo spunto da Dracula, Frankenstein e altre storie horror, un volume di grande formato edito da White Star, ci sarà modo di evidenziare le componenti dark e noir dell’opera di un artista che raccontava anche la Milano in evoluzione, dagli anni Sessanta ai Novanta, effettuando anche una rivoluzione del costume mescolando eros e mistero, introspezione onirica e avventura lasciando un segno indelebile nella storia della cultura italiana. L’evento è a ingresso libero, ma è raccomandata la registrazione online. Infoline, orari di ufficio, 031303492.

«Buongiorno, signor Rembrandt!». Luglio 1965, pagina 73 del quarto numero del mensile Linus, che tentava una coraggiosa via intellettuale al fumetto aprendo anche agli autori italiani. A un solo autore, in quel momento: tra le firme autorevoli di Charles M. Schulz (Peanuts), George Harriman (Krazy Kat), Chester Gould (Dick Tracy), Al Capp (Li’l Abner) e Walt Kelly (il poetico Pogo), compare anche quella del milanese Guido Crepax. È da poco entrato nel mondo del racconto disegnato mentre il suo tratto, inconfondibile, è una garanzia per le agenzie pubblicitarie e gli appassionati di jazz apprezzano le sue copertine. Neutron è un personaggio ambiguo, alter ego di Phil Rembrandt, a sua volta, come i lettori scopriranno nel tempo, autoritratto appena ingentilito dell’autore. A rivolgergli quel saluto è una ragazza bellissima, il viso appena accennato, dove spiccano occhi magnetici e labbra irresistibili, è incorniciato in un caschetto di capelli identico a quello sfoggiato dalla diva del muto Louise Brooks nel classico. Sulla sua immagine campeggia una didascalia che sembra già un titolo: Valentina. È l’inizio di una magnifica avventura durata trent’anni, apprezzata da una critica che si accorgeva, suo malgrado, che il fumetto poteva anche essere arte, indirizzandosi a lettori adulti. Molto adulti: le avventure della fotografa Valentina Rosselli, che rubò subito la scena a Neutron, hanno segnato la storia del costume, con nudi e situazioni anche estremamente audaci per l’epoca che, ancora oggi, non hanno perso forza. «Una nostra giovane collaboratrice è rimasta colpita da una storia in cui lei, raggiunta una festa con Rembrandt, bacia un altro uomo e se questa spregiudicatezza lascia il segno ancora oggi, bisogna immaginare quanto poteva essere dirompente negli anni Sessanta». È il commento di Antonio Crepax, assieme ai fratelli Giacomo e Caterina custode del patrimonio artistico del padre, scomparso quindici anni fa, nel 2003.

Un giovane Antonio Crepax gioca con il padre Guido Crepax e con le sue statuine della boxe

Sono passati più di cinquant’anni, eppure Valentina resta un’icona.
Tanto, crediamo, si deve all’immagine, al suo look, al suo personaggio così moderno per l’epoca che, oggi, esprime una modernità consolidata, ma che ha un forte appeal anche per i giovani. Lo constatiamo, giorno dopo giorno, con quelli che lavorano con noi perché il team che sta lavorando per colorare Valentina è composto da ragazzi tra i venti e i trent’anni.
Guido Crepax è considerato un maestro del bianco e nero.
Ne siamo perfettamente consapevoli e, anzi, noi siamo pronti a confrontarci con quei puristi che, magari, non apprezzeranno questa nuova versione. Ma nostro padre lavorava in bianco e nero anche per necessità: Linus non era a colori. Giovanni Gandini, il fondatore della rivista, diceva che riceveva decine di lettere che chiedevano il colore, ma per una questione economica non era possibile soddisfare questa richiesta.


Sono colori molto pop, sembrano davvero d’epoca.
Grazie, questo è quello che auspicavamo perché nella pubblicità e negli altri ambiti del suo lavoro, il colore era ben presente. Ci siamo ispirati proprio alle sue scelte per immaginare una Valentina nuova, senza però tradirne lo spirito. Siamo molto soddisfatti del risultato. È molto importante anche il formato, che garantisce un’ottima leggibilità delle pagine.
Per gli appassionati il volume di White Star è una vera festa per gli occhi.
Non abbiamo raggiunto la riproduzione esatta della grandezza delle tavole originali, ma ci siamo avvicinati molto. È un’edizione molto prestigiosa, che ci rende orgogliosi e che testimonia l’arte di Crepax anche al di là di Valentina, che pure è presente, con l’adattamento di classici della letteratura fantastica come Dracula e Frankenstein. È stato pubblicato anche negli Stati Uniti da Phantasmagoria, un editore che ha dato vita a una collana, The complete Crepax, che sta facendo conoscere e apprezzare l’opera di nostro padre anche oltreoceano. I risultati di vendita ci dicono che, anche in America, Valentina affascina sempre.

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