Tra i 4 ristoranti, Borghese incorona il Crotto del Sergente. Parla Massimo: «Premiati perché valorizziamo il territorio»

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«And the winner is…» Il Crotto del Sergente: ristorante dalla lunga tradizione (ha aperto nel 1880), scelto per partecipare alla popolarissima trasmissione 4 ristoranti condotta da Alessandro Borghese, è arrivato primo nella disfida a suon di piatti tipici che lo ha visto contrapposto all’Imperialino di Moltrasio, al Villa Belvedere di Argegno e a La cucina della Marianna di Griante.

Nella cucina del Crotto del Sergente Jonathan Pagani secondo chef e Bruno Camera primo chef

La puntata è stata trasmessa da Sky giovedì 28 giugno ed è certo che, tra gli spettatori, i comaschi saranno stati numerosissimi. La polemica con la Camera di commercio è ormai alle spalle: «Noi, per la verità, siamo stati contattati prima – spiega Massimo Croci, volto e anima del Crotto – A differenza di quello che si può pensare fanno tutto loro, si muovono autonomamente selezionando i concorrenti tra le segnalazioni».

Bruno Camera ai fornelli

La formula prevede che ogni ristoratore inviti a cena i suoi rivali assieme a Borghese. A sfidarsi Massimo Croci (Crotto del Sergente), Tiziano Valentini (La cucina della Marianna), Umberto Butti (Imperialino) e Jean Christophe Dufour (Villa Belvedere). Ispezioni nelle singole cucine e poi la cena con qualche imprevisto, incluso il temporale scoppiato a Moltrasio. E via via fino ad arrivare al momento di girare le cloche con i voti parziali, seguiti dal bonus di Borghese per il miglior pesce di lago e, infine, alla classifica finale con anche i voti dello chef che hanno ribaltato il risultato rivelandosi decisivi. Ecco che al primo posto è arrivato Massimo, seguito da Umberto, Jean Christophe e Tiziano. Borghese, nel consegnare il premio da 5mila euro al titolare del Crotto del Sergente, ha elogiato il mix tra «sapori antichi e cucina moderna».

Dopo la vittoria brindano Massimo Croci, general manager, Jonathan Pagani, secondo chef, Nicolas Ferrario, aiuto cucina, Andrea Longobardi, cameriere di sala, Bruno Camera, primo chef e Alessandro Belverato, aiuto cucina

Massimo Croci, Bruno Camera e Gianmaria Gambotti

«Da noi ha ha scelto tagliatelle integrali al ragout di pecora brianzola e borragine, come secondo la porchetta con salsa allo zenzero e piattoni e, infine, per dessert il Nocciolando che è una nostra creazione». Intanto uno staff di più di venti persone ha “invaso” il ristorante a caccia di immagini e di reazioni, soprattutto in cucina, per “fare spettacolo” cercando di vincere la naturale riservatezza del cuoco, Bruno Camera, che preferisce concentrarsi sulla sua arte culinaria. Questa vittoria è una grande soddisfazione per lui, per Croci e per i sui soci Luca Chiarella, Gianmaria Gambotti e Eros Porro. Hanno rilevato questa locanda storica di Lora nel 2010. «La struttura risale al Settecento. Il “sergente” che lo trasformò in ristorante si chiamava Agostino Cantaluppi e da allora, salvo un breve periodo, il Crotto non ha mai chiuso, infatti, è stato inserito nei Locali Storici d’Italia».

«Alessandro Borghese – prosegue – ci ha fatto i complimenti per la cucina, anche per come è organizzata (lo chef è attentissimo a tutti gli aspetti della ristorazione, come ben sa il suo pubblico, senza trascurare alcun dettaglio, ndr.) e penso che abbia voluto premiare la territorialità delle nostre proposte. Oggi – continua Croci – noi crediamo che puntare sulla specificità, unita alla qualità, sia il modo migliore per offrire ai clienti abituali, ma anche ai turisti, un prodotto gustoso, innanzitutto, e diverso da quello che si incontra altrove».

Per promuovere questa filosofia, il Crotto collabora con l’associazione di ristoratori lombardi SlowCooking: «Il 9 settembre ospiteremo un mercatino dove si potrà acquistare direttamente da contadini, panificatori, casari, norcini, vignaioli e piccoli coltivatori. Anche il Caffè Ristorante Teatro, l’altro locale della società, proporrà incontri dal 17 al 22 luglio dedicati al pesce di lago coinvolgendo il presidio Slow Food e l’associazione dei pescatori Aps». Ma l’appuntamento più importante è quello con i clienti: arriveranno da tutta Italia trasformati in agguerriti critici enogastronomici. «Noi – conclude Croci – siamo pronti ad accoglierli, senza montarci la testa, cercando solo di fare bene il nostro lavoro».

(Foto di Carlo Pozzoni)

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