Profondo Noir con Dario Argento: il festival arriva a Como

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Dopo un inizio settimana tutto milanse, Noir in Festival sbarca a Como per il terzo anno. Trionfalmente, è proprio il caso di dirlo, perché questa manifestazione nata a Viareggio 28 anni fa, trasferitasi a lungo a Courmayeur e poi giunta in Lombardia tre edizioni fa, vede la sua parte lariana in crescita arrivando, nel 2018, a battere anche il capoluogo per numero di giornate ed eventi, tutti gratuiti al pubblico. Il primo ospite è di grandissimo livello: Dario Argento, che aveva fatto capolino già l’anno scorso preferendo restare dietro alle quinte – come si addice a un regista e anche a un uomo del mistero quale è – oggi incontra gli studenti dell’Accademia di belle arti Aldo Galli Ied Como nella sede di via Petrarca 9 alle 11. Alle 17.30 nella Sala Turca del Ridotto del Teatro Sociale, ingresso da via Bellini 1, la scrittrice Mariolina Venezia presenta il suo nuovo romanzo Rione serra venerdì. Imma Tataranni e le trappole del passato, protagonista una «una Calamity Jane armata di codice penale»: Immacolata Tataranni della Procura di Matera.

Lars Kepler

Alle 18.30 la stessa sala ospiterà Lars Kepler che, come sanno gli appassionati di mystery, è lo pseudonimo che utilizzano due autori svedesi per raccontare, in Lazarus, le indagini sull’omicidio di un ladro di cadaveri a Oslo. Alle 20.45 ci si sposta in Pinacoteca civica a Palazzo Volpi, in via Diaz 84, per Lo specchio, il labirinto e la farfalla. Il postmoderno in letteratura e matematica. Il postmoderno in letteratura e matematica. I due autori, il matematico Gian Luigi Bischi e Giovanni Darconza, professore di letteratura spagnola, entrambi docenti all’Università di Urbino spiegheranno come due discipline apparentemente lontane si siano avvicinate per scopi, metodi e risultati in un evento organizzato in collaborazione con la Casa della Poesia di Como. Due i film in concrso in programma nella sala del Teatro Sociale.

Alle 18 anteprima italiana per Pájaros de verano – Birds of passage di Cristina Gallego e Ciro Guerra. Un lungometraggio che affronta un tema di terribile attualità, balzato all’attenzione del pubblico internazionale grazie a una serie come Narcos e ai film dedicati al re del narcotraffico Pablo Escobar. Ma qui il punto di visa è quello di una famiglia colombiana, indigena Wayuu, che nell’arco di trent’anni abbandona le sue tradizioni per dedicarsi alla più remunerativa attività criminale. È una saga epica, dove la ricchezza e il potere disintegrano i legami di sangue innescando una lotta per il dominio che non conosce vincoli di parentela. Il film sarà accompagnato dalla protagonisa Carmiña Martínez.

Alle 21 ancora Sud America, questa volta in Argentina, per El ángel di Luis Ortega. È ispirato alla vera storia di Carlos Robledo Puch: se fosse stato americano lo avrebbero soprannominato “baby face”, da noi sarebbe stato “il bel Carlitos” o “faccia d’angelo” per il suo aspetto attraente e la sua aria innocente. Invece, fin dall’adolescenza, è stato attratto dal crimine, iniziando dai piccoli furti e compiendo un’escalation che lo ha portato, negli anni, a diventare il ricercato numero uno e, oggi, a essere il detenuto che ha scontato più anni di pena nella storia dell’Argentina. Il film sarà preceduto dalla cerimonia per il Premio Caligari 2018.

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