Premio Merini 2018: dai giovani ai… testamenti

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C’è anche una sezione dedicata ai testamenti nel nuovo bando del Premio internazionale di letteratura Alda Merini, promosso dal Comune di Brunate, di cui la famiglia della poetessa è originaria. L’idea avrebbe divertito la “piccola ape furibonda” (come si definisce la Merini in una poesia divenuta canzone), che non difettava di ironia, a volte tinta di sfumature noir, per esempio nel surreale romanzo La nera novella, che l’anno scorso, in occasione del decennale della pubblicazione, aveva spinto i promotori del concorso a prevedere una sezione Racconti neri, in accordo con Noir in Festival. Sui Testamenti si rinnova la collaborazione con l’importante kermesse dedicata al genere giallo e noir.

Alda Merini a Como con la famiglia negli anni Settanta

«Non è mai troppo presto per scrivere le proprie ultime volontà, reali, piuttosto che surreali, come hanno fatto tanti poeti, scrittori e cantautori, facendo del “testamento” un sottogenere letterario – recita il bando del Premio – . L’ispirazione per proporvi questa sezione ce l’ha offerta, come sempre, Alda Merini, che 27 anni prima di morire scrisse a Michele Pierri una lettera/testamento in cui lo nominava erede di tutto ciò che possedeva… un terreno a Brunate. Ciascun concorrente partecipa con un testo inedito di massimo 5 cartelle». La lettera/testamento della poetessa è emersa lo scorso anno, tra i documenti cui ha attinto il giornalista tarantino Silvano Trevisani, tratti dall’archivio Pierri, per scrivere il libro Michele Pierri e Alda Merini. Cronaca di un amore sconosciuto (Edita).

Alda Merini e Michele Pierri

Questa è solo la sezione “C” del bando. Le principali rimangono, naturalmente, “poesia inedita” e “poesia edita”. Nel primo caso si «partecipa con massimo tre componimenti di non più di 30 versi ciascuno. Le poesie possono essere scritte in lingua italiana, in dialetto o in lingua straniera. A quelle in dialetto, o in altre lingue, deve essere allegata la traduzione in lingua italiana». Per l’edito, invece, possono concorrere le «opere pubblicate, in formato cartaceo o e-book, dopo il 1° gennaio 2016».


Ancora una volta il Premio Merini conferma una grande attenzione per i giovani, tanto per chi si avvicina alla scrittura poetica, a partire dalle scuole elementari, tanto per chi, nelle università, fa ricerca sulla poesia contemporanea. La sezione “D” è riservata a “Tesi di laurea e saggi sull’opera di Alda Merini e sulla poesia contemporanea”. E, proprio per risultare particolarmente incentivante, ammette opere scritte dal 2009 in avanti. Alla “Sezione “E” – Inediti di Poesia Giovani (Under 18)” possono, invece, «partecipare coloro che risultano minorenni al 30 novembre 2018». Infine, torna la “Sezione “F” – La poesia in classe”, nata nel 2016 dalla piacevole constatazione che negli ultimi anni è cresciuto il numero di insegnanti che avvicinano i propri alunni alla poesia anche attraverso la scrittura. La «sezione» è «dedicata alle scuole di ogni ordine e grado in cui gli insegnanti abbiano promosso laboratori e/o approfondimenti sulla poesia. Ciascun docente potrà inviare una selezione di poesie a tema libero (min. 5 max 30) scritte dai suoi studenti».


L’iscrizione è gratuita per le sezione E ed F, mentre prevede una quota di 20 euro per le altre. Il montepremi è di 3.900 euro (mille ciascuno per i vincitori delle categorie principali: inedito ed edito). Il bando, con tutti i dettagli pratici su come inviare le opere entro il termine del 30 novembre 2018, si può caricare dal sito www.premioaldamerini.org. Confermata la giuria: presidente Pietro Berra (giornalista e poeta), Lucia Bellaspiga (giornalista), Michelangelo Camelliti (editore), Chiara Milani (bibliotecaria), Luisella Veroli (scrittrice e biografa di Alda Merini).

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