Poeti in cammino sul lago di Como

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Cecilio

Può la poesia raccontare una città al mondo? La risposta la sappiamo già tutti e ci viene dalla ristretta (in termini temporali, ma per fortuna ci sono i festival per farci apprezzare i contemporanei) base poetica che ci dà la scuola: quel che sappiamo di Troia lo dobbiamo a Omero e se è stata ritrovata è perché un archeologo ha prestato fiducia ai suoi versi. Anche a Como il “racconto” legato ai poeti che l’hanno vissuta, a partire da Cecilio, che c’era nel 59 aC mentre venivano innalzate le mura cesariane, ed è da oltre mezzo millennio affacciato ad altre mura, quelle della Cattedrale, può aggiungere molto alla bellezza manifesta del suo lago e dei suoi monumenti, sia per rendere i comaschi più consapevoli del proprio patrimonio culturale, sia per invogliare i turisti a fermarsi di più sul nostro territorio, per scoprirne i lati meno evidenti.

Per questo domenica 20 maggio partirà proprio dal Duomo (ritrovo sotto il portico del Broletto alle 14, info su www.passeggiatecreative.it) e dalla statua del “tenero poeta Cecilio” (così lo descrive Catullo nel “Carme XXV”) la passeggiata Di poeta in poeta, nata cogliendo l’invito della presidentessa della Casa della poesia di Como Laura Garavaglia a «unire le forze» con la nostra associazione Sentiero dei Sogni e il progetto Passeggiate creative. Le sinergie, tra chi opera nella cultura, e non solo, sono davvero fondamentali per far crescere i territori. Altrettanto importante è lasciare un segno duraturo, attraverso gli eventi che si organizzano con grande dispendio di energie. Da queste premesse, è scaturita la decisione di cogliere la collaborazione con la Casa della Poesia di Como, e la presenza di tanti poeti internazionali per Europa in Versi, che in questi anni ha dato un contributo importante per rendere la nostra città «capitale europea della poesia», come occasione per condividere e rafforzare ulteriormente il progetto della Lake Como Poetry Way, percorso pedonale di 10 chilometri da Cernobbio a Brunate, scandito dalla memoria di 11 poeti (dallo stesso Cecilio fino alla Merini) legati ad altrettanti punti di interesse cultural/turistico, nonché da 5 postazioni di scambio di libri (e presto se ne aggiungeranno altre due). In questo caso di chilometri ne cammineremo solo tre, caratterizzati da 5 momenti di letture poetiche degli ospiti del festival.


Dal Duomo si partirà per calcare a ritroso il percorso che Hermann Hesse descrisse in Passeggiata sul lago di Como (1913). Una seconda sosta poetica si farà al Tempio Voltiano per ricordare l’altra grande passione dell’inventore della pila, la poesia per l’appunto, quindi si sfilerà davanti al Monumento ai Caduti (1930-33), voluto da Filippo Tommaso Marinetti, autore del Manifesto del Futurismo, e realizzato da Giuseppe Terragni su disegno di Antonio Sant’Elia, e ci si fermerà nel vicino hangar dell’Aeroclub Como per effettuare una lettura “aerea” tra gli idrovolanti.

Il Tempio Voltiano (foto di Carolina Granzella)

Quarta tappa lungo la passeggiata Lino Gelpi: qui i poeti leggeranno da un gazebo in ferro battuto a metà strada tra Villa Gallia, sorta sulle ceneri della villa-museo di Paolo Giovio, cui Pietro Bembo dedicò il sonetto Giovio, che i tempi et l’opre raccogliete (1538), e Villa Olmo, edificata nel Settecento nel sito dove si trovava (secondo Giovan Battista Giovio) il “suburbanus” di un altro poeta latino, Caninio Rufo. Approdo finale a Villa del Grumello, per “salutare” con l’ultimo reading la statua di un altro poeta, ospite illustre di questa dimora nobiliare, Ugo Foscolo.

Il busto di Ugo Foscolo nel parco di Villa del Grumello

E anche per lasciare in dono qualche libro di poesie al punto di bookcrossing dell’Associazione che gestisce villa e parco, a sua volta impegnata a sostenere la Lake Como Poetry Way.

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