Parada X tücc, il caos e la bellezza

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Un cielo sfacciato d’azzurro e il primo vero sole d’estate hanno accolto sabato 9 giugno la decima edizione della Parada par Tücc, partita, questa volta, proprio dalle sponde del Lario.

Tra fumi colorati, urla di felicità e il taglio di un lungo nastro nero, il variopinto e bellissimo corteo ha iniziato la sua sfilata proprio da Villa Geno, per poi inoltrarsi nel cuore di Como, attraversando alcune delle vie e delle piazze più suggestive della città.

Il Caos, tema portante di quest’anno, è stato immediatamente percepibile ovunque, così come la contagiosa allegria dei paradisti, che ha coinvolto tantissimi curiosi e passanti.

Un ufo caduto sulla Terra ed i suoi scienziati alle prese con il mistero venuto dallo spazio, la macchina del tempo, con i Flinstones, gli antichi Romani e gli astronauti che passeggiavano a braccetto, le splendide ragazze di danza afro, avvolte nei loro abiti rossi e fiammeggianti, i percussionisti, la banda, le hoopers, i ragazzi della breakdance, solo per citarne alcuni, tutti uniti sotto l’irresistibile segno della Parada.

Parada che ha compiuto dieci anni, che è cresciuta ed è diventata, ormai, un appuntamento irrinunciabile per tutti i comaschi.

Ne sono prova le centinaia, migliaia di foto scattate nel pomeriggio, i video girati in ogni angolo, le decine e decine di persone che attendevano il passaggio dei protagonisti, il sorriso sui visi affacciati alle finestre, la gioia incontenibile di adulti e bambini.

Parada che è difficile da raccontare, come le cose troppo belle e preziose, Parada che è tutta da vivere, dall’inizio alla fine, che non fa distinzioni, mai, Parada che starne fuori è impossibile e starne dentro è un piccolo miracolo.

Dopo aver occupato viale Varese in quasi tutta la sua lunghezza, il corteo è giunto ai giardini a lago, dove è stato accolto con grande entusiasmo.

Sono arrivati gli abbracci, quelli perfetti da fine di un viaggio, perchè Parada non è solo questa giornata, ma l’intero percorso intrapreso da chi ha partecipato ai laboratori e si è messo in gioco in prima persona, con passione e voglia di fare, sperimentando la propria creatività a 360 gradi, consapevoli di fare parte di un gruppo così accogliente da sembrare una famiglia, i cui ideali e principi sono immediatamente condivisibili.

Como sarà una città fortunata, fino a quando potrà godere di tutto questo. Perciò, lunga vita alla Parada. E che siano parecchi, i decenni ancora da festeggiare.

(Foto di Andrea Butti)

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