Miniartextil 2018: tessendo i fili degli Humans

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L’impatto con Miniartextil è sempre suggestivo: accolti da Déjà vù di Pia Manniko, l’installazione all’ingresso della mostra, e dalla traccia musicale che Floraleda Sacchi del Lake Como International Music Festival ha realizzato ad hoc, i visitatori della 28ª edizione dell’esposizione dedicata alla fiber art si immergono nell’atmosfera creata dai cinquantaquattro minitessili e le dodici grandi installazioni di Humans, titolo scelto per il 2018.

Déjà vù di Pia Manniko

In occasione della presentazione alla stampa, Paola Re e Chiara Anzani di Arte&Arte hanno ringraziato gli artisti (venti le nazionalità rappresentate), la curatrice Clarita Di Giovanni (subentrata a Luciano Caramel) e la giuria composta da Carlo Pozzoli, Rolands Krutovs e Michel Hadia.

Menzione particolare a uno dei partner, DHL, il cui responsabile Massimo Caboni ha ricordato il lavoro svolto per portare dagli Usa a Como Unwoven light dell’artista Soo Sunny Park: l’opera illumina e riempie l’abside con il gioco di luci e riflessi che, creati da catena di recinzione e plexiglass, si irradiano sulle pareti.

Mimmo Totaro, Nazzarena Bortolaso, Paola Re, Chiara Anzani, Massimo Caboni, Draga Obradovic e Elda Berrutti

Non manca l’opera vincitrice del Premio Sponga, dedicato a giovani scultori o ricercatori della fiber art e quest’anno assegnato a Marco Rubbera e Enrico Mancini.

Presente anche il fotografo comasco Gin Angri con due foto stampate su tessuto da negativo fotografico: negli scatti, il medesimo luogo – piazza del Duomo a Milano – “catturato” a distanza di due anni – 1992 e 1994 – durante una serata del Karaoke di Fiorello e durante una manifestazione contro il razzismo.

Nei minitessili il tema della mostra passa dalla gabbia aperta di Alberto Borellini (che vive e lavora a Como), contenente un micro ambiente fatto di uomini, filo spinato e miseria, a Una ciotola di umanità della svizzera Ramona Conconi, al Book of faces della polacca Maria Matyja Rozpara.

Novità di quest’anno l’angolo dedicato al relax realizzato da Draga&Aurel, coppia di designer che hanno realizzato sedute del XIX secolo destrutturate e rivisitate.

Dopo l’inaugurazione di sabato 29 settembre, la mostra resterà aperta fino al 18 novembre e prevede una serie di eventi collaterali tra cui la presentazione, il 27 ottobre, del volume di Mimmo Totaro (fondatore, con Nazarena Bortolaso, di Arte&Arte).

(Foto di Daniele Butti)

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