Mettiamoci la testa con AttivaMente

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Mettiamoci la testa: questo il titolo del progetto promosso dal Patto Educativo Territoriale che riunisce i rappresentanti dell’amministrazione comunale di Villa Guardia, delle scuole (dell’infanzia, elementari e medie) e di molte realtà educative del territorio. Avviato nel mese maggio scorso, prevede tanti incontri, percorsi diversificati in base al target di riferimento e molte azioni diverse. Per parlarne più approfonditamente abbiamo intervistato Roberta Briccola (assessore ai Servizi Sociali, nonché vicesindaco del Comune di Villa Guardia), Roberta Bernasconi (assessore istruzione e cultura) e Barbara Morandi (Presidente Associazione Genitori Villa Guardia).

1) Ha preso il via, lo scorso 21 maggio, con il primo degli incontri in programma, il laboratorio teatrale inserito nell’ambito del progetto. La realizzazione dello stesso è frutto di una fortissima sinergia che ha coinvolto numerose realtà del vostro territorio e non solo. Potete spiegarci quali sono gli obiettivi? Vogliamo ricordare i soggetti coinvolti?

L’Age – Associazione genitori di Villa Guardia, ha portato il tema del (cyber)bullismo all’attenzione del Patto Educativo, che riunisce i rappresentanti dell’amministrazione comunale (assessorato all’istruzione, assessorato ai servizi sociali e servizio socio-pedagogico), delle scuole (dell’infanzia, elementari e medie) e della maggior parte delle realtà educative del territorio (associazioni come l’AGe stessa, il Gruppo Sportivo, la Scuola di Musica, la Corte della Vita, la Consulta Giovanile e gli Oratori) con il fine di discutere e progettare su temi di comune interesse. Attivo da diversi anni, il tavolo di lavoro ha concordato una linea comune di azione proprio sul tema della sensibilizzazione nei confronti di bullismo e cyberbullismo: il progetto Mettiamoci la testa.

Valerie Moretti

Il suo obiettivo principale è quello di informare e sensibilizzare ragazzi, ragazze e adulti di riferimento (familiari e non solo), fornendo strumenti utili ed efficaci di comprensione e lotta: iniziative messe in campo per educare. Il progetto è un lavoro interdisciplinare e su più fronti, che coinvolge nel progetto i rappresentanti dell’amministrazione comunale, delle scuole e delle realtà educative del territorio di Villa Guardia, uniti sul tema da oltre un anno, in un unico tavolo di lavoro congiunto: il Patto Educativo Territoriale prima ricordato. Quest’ultimo intende dare continuità nel tempo al progetto, che consta di diversi interventi. Uno degli altri previsti riguarda due incontri per sede all’Asilo Nido I germogli e alle due scuole dell’infanzia: una sorta di tavola rotonda che coinvolge maestre, genitori e una coach (Vanina Viviani, del Gruppo Sportivo) al fine di confrontarsi in merito a diverse tematiche. Tra queste: presenza dei minori in rete, utilizzo di advices con bambini e in presenza di bambini; bullismo e del cyberbullismo; evidenziazione delle differenze tra bullismo e azioni tipiche della fase di crescita; conseguenze di un errata percezione della realtà (distinzione tra reale e virtuale); utilizzo di filtri (app, account privati etc.); scoperta di libri, serie tv tematiche; comprensione della condizione di bulli o vittima; minimizzazione del bullismo; web: differenza tra informazione e cultura; siti tematici; formazione dei genitori rispetto al buon utilizzo dei social e degli strumenti di comunicazione.

Jacopo Boschini

2) Il progetto è molto ampio e prevede diverse iniziative per vari destinatari: il laboratorio teatrale è diretto ai ragazzi delle scuole medie ma nelle scorse settimane si sono tenute anche alcune conferenze condotte da Valerie Moretti e Jacopo Boschini, riservate a un pubblico di adulti. Una di queste aveva un titolo emblematico Litigando s’impara. Quale voleva essere l’obiettivo? Qual è stato il riscontro?

Dopo il primo incontro Io sono violenza è arrivato Litigando si impara: una piccola scuola per capire come gestire i conflitti ma, soprattutto, un momento di condivisione e confronto che aiuta a far capire ai genitori che, in fondo, sono tutti sulla stessa barca. I relatori hanno affrontato le tematiche legate al conflitto, suggerendo strategie e ricordando che no, non è facile, legittimando così anche la fatica che la sua gestione comporta. Il riscontro è stato estremamente positivo, con un’ottima affluenza (mille presenze nelle due serate) e un coinvolgimento attivo di genitori e ragazzi.

Con Mr. Savethewall

3) La Cooperativa AttivaMente, come già anche su BiBazz abbiamo avuto modo di raccontare, è una realtà che abbraccia tantissime fasce di età, tante realtà e molteplici ambiti della vita emotiva, sociale e lavorativa delle persone che, a vario titolo, coinvolge. Il laboratorio teatrale, tenuto dall’attore e formatore Filippo Antonio Prina, è puntualmente indirizzato ai ragazzi. Quali sono le riflessioni che hanno portato all’attivazione di questo percorso? Dai primi incontri quale indicazione potete trarre?

La riflessione che ci ha portato all’attivazione del laboratorio teatrale rivolto ai ragazzi, costituito da otto incontri di novanta minuti ciascuno e attivo fino al mese di luglio, si è focalizzata sulle emozioni, sui sentimenti e sul rapporto identità/diversità, io/altro, al fine di aumentare il benessere di ogni partecipante nei vari contesti della quotidianità. La serie di incontri è incentrata sul rapporto emozioni/comunicazione: ragazzi e ragazze sono portati a riflettere sulla propria identità affettiva e su quella dell’altro, partendo dalle peculiarità di ciascuno di essi. Conoscere e riconoscere le emozioni per imparare a gestirle, dunque. Per farlo, si lavora sulla relazione tra mente e corpo, partendo dal presupposto che spesso sono gli stimoli fisici a scatenare in noi le emozioni più intense. Ed ecco che il teatro si rivela essere uno strumento molto utile, perché offre un’atmosfera protetta – ludica e rilassata – ove far emergere la personalità e specificità di ogni singolo partecipante. Un approccio al teatro, quindi, che non porta solo alla scoperta delle proprie capacità artistiche e del proprio ruolo creativo all’interno di un gruppo, ma che migliora sensibilmente il proprio modo di relazionarsi con se stessi e con gli altri nelle diverse situazioni che la vita propone.

Un ulteriore progetto di Mettiamoci la testa rivolto ai giovani è quello attivato dalla Consulta Giovanile con Mr. Savethewall, street artist comasco dai forti messaggi provocatori ed ironici, già interlocutore alle scuole medie.

Giovedì 10 maggio i ragazzi di seconda media lo hanno incontrato: partendo dai ricordi della propria vita personale, l’artista si è schierato in prima linea contro il bullismo. Al fine di rendere forte questo messaggio di denuncia, i ragazzi delle medie sono stati invitati domenica 27 maggio al Parco Comunale per realizzare una maxi-tela insieme all’artista. L’opera riprodotta mostra i personaggi ripresi da un’inquadratura di Arancia meccanica con delle maschere di personaggi Disney ed evidenzia anche quanto giochi a favore del cyberbullismo la possibilità di nascondersi dietro un’immagine elettronica.

Le dinamiche che hanno portato alla realizzazione di questo tipo di progetto, le relazioni sviluppatesi tra promotori e destinatari, l’obiettivo – importantissimo – comune ha fatto sì, in una realtà come quella che ci è stata raccontata, che si lavorasse su un fronte unico concentrando energie e idee verso uno scopo finale che, oggi più che mai, va tenuto presente. La speranza è che ci siano tante altre realtà attive in questo senso o che stiano lavorando per diventarlo. Nel frattempo, è stato un piacere raccontare questa esperienza.

 


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