L’astrattismo nell’arte del secondo Novecento

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Dopo un ciclo di conversazioni sull’origine dell’arte astratta organizzato nel novembre 2017, l’associazione Amici dei Musei torna con una nuova serie di conferenze a intento divulgativo, in compagnia del critico Roberto Borghi, per riprendere da dove ci si era interrotti e portare gli interessati in un viaggio che troverà il suo punto d’approdo nell’arte neoconcettuale degli anni Ottanta. L’associazione, in attività dal 1990, ha inanellato nel tempo una serie di iniziative volte alla valorizzazione dei beni culturali del territorio. «Più che concentrarci su effetti pirotecnici – spiega il presidente Mario Di Salvo – l’obiettivo è sempre stato costruire qualcosa che potesse durare nel tempo». E così negli anni sono arrivate numerose soddisfazioni, fra cui diverse pubblicazioni, come I nomi della città. Guida alla toponomastica antica della città murata di Como, un progetto di restauro della Porta Praetoria, mostre come quella su Mario Radice alla Casa del Fascio e al Broletto. La scintilla per il primo simposio è stata una riflessione sui fervori culturali della Como anni Trenta. In seguito, in un’ottica di continuo rinnovamento e ricerca di stimoli, si è giunti all’organizzazione del secondo, che a sua volta non rimarrà fine a sé stesso. Difatti, la chiusura degli incontri sarà coronata da un ulteriore evento di particolare importanza: la ristampa di Valori primordiali, rivista fondata da Franco Ciliberti, pubblicata nel 1938 in una tiratura di sole 100 copie. Un’opera largamente sconosciuta, che, a oggi, rappresenta, però, uno straordinario compendio delle suggestioni del suo tempo: «Vi contribuirono nomi del calibro di Quasimodo, Carrà, Rho e Bragaglia – ricorda Borghi – È, quindi, fondamentale per comprendere il clima che si sviluppò nella Como degli anni del razionalismo». Lo scopo ultimo è stimolare una rivalutazione di Como come centro artistico non periferico, nonché ravvivare l’interesse verso l’astrattismo in generale. Da sempre gli associati hanno agito coniugando un interesse storico e quasi filologico alla volontà di ricollegarsi alla modernità. Si potrebbero quindi leggere in questa chiave i momenti di confronto in programma di venerdì. L’ultimo incontro è in programma venerdì 6 aprile alle 18 e sarò dedicato a Ciò che resta dell’astrattismo. L’astrattismo e il “ritorno alla pittura” degli anni Ottanta. Le tendenze neo – concettuali e il loro debito con l’astrattismo. «Il legame con la realtà contemporanea è immediato – conclude Borghi – A oggi niente è più immateriale e al tempo stesso permeante di Internet e in generale della virtualità».

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Gli incontri si svolgeranno nella sede di Amici dei Musei in via Rovelli 8 a Como. Ingresso libero.

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