Lasciatemi divertire! Nicoletta Grillo e il gioco della poesia

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Un titolo emblematico, quello del nuovo libro dell’autrice Nicoletta Grillo: Lasciatemi divertire. Quaderno di un poeta in erba, grazie al quale i lettori potranno sperimentare e divertirsi con le parole e con la poesia, troppo spesso intesa in maniera troppo seriosa.

Nicoletta, a volte si pensa alla poesia come ad un mondo lontano, fatto di strutture e figure retoriche complesse o di significati poco accessibili: il libro ne offre una visione completamente differente e, forse, più vicina alla realtà. Cosa l’ha spinta a scrivere un’opera di questo tipo?

Faccio una piccola premessa: quando dico che sono autrice di libri di poesia mi si risponde quasi sempre nello stesso modo: «Ah, bello.Però scusa, sai, io non leggo poesia, non riesco a capirla». Mi sono sempre chiesta perché la poesia sia diventata una cosa che non si capisce mentre dovrebbe parlare di noi, del nostro mondo, del bello e del brutto delle nostre piccole, grandi esistenze. Di più: dovrebbe aprirci nuove prospettive per capire chi siamo e allargare il nostro modo di percepire il mondo e di comunicare. Si tratta forse, semplicemente, di provare a leggerla senza pregiudizi e senza l’esigenza di voler comprendere tutto, cercando di cogliere quello che ci piace e che in qualche modo ci muove, ci parla, lasciandolo risuonare in noi come musica. L’idea del libro è nata da questo: perché non tentare di far riscoprire la poesia anche agli adulti, in modo non scolastico, allegro, spensierato, anche un po’ irriverente? Immaginandosi, ad esempio, poesie da manipolare, cambiare, cancellare, intere pagine da scarabocchiare e colorare. Insomma, la poesia può essere un sostanzioso panino alla mortadella o una raffinatissima pietanza di “nouvelle cuisine”: nel mio libro ho cercato di mostrare ingredienti e trucchi per combinarli ma sta ai lettori/scrittori il compito di preparare i propri piatti, secondo i loro gusti. E di riscoprire, scrivendo, anche il gusto della lettura.

Lasciatemi divertire non è solo il titolo ma quasi una richiesta urgente ed un invito, come si è detto,  a sperimentare e a divertirsi, giocando con il linguaggio, a qualunque età. L’esperienza nelle scuole quanto l’ha influenzata, nell’ideazione e nella stesura?

Sì, Lasciatemi divertire! (che è un verso di Aldo Palazzeschi) è un imperativo: basta con le versioni in prosa e gli schemi metrici, via libera alla sperimentazione! L’esperienza nelle scuole è stata sicuramente molto importante: vedere la passione con cui i bambini si accostano alle poesie, alle filastrocche, a tutto ciò che è linguaggio, come alla scoperta di un mondo magico, e stimolarli in questo, mi ha fatto pensare al perché questa “magia” del linguaggio si perda con l’avanzare dell’età (e del percorso scolastico) e mi ha fatto venire voglia di sperimentare qualcosa con gli adolescenti e con gli adulti. Cimentarsi con gli esperimenti poetici può rappresentare anche per noi “diversamente bambini” un modo divertente per riscoprire la propria creatività, che non sparisce da grandi ma viene solo messa in secondo piano. L’aspetto graficamente molto accattivante del libro deriva sia da una scelta estetica (con gli editori, che sono anche grafici, volevamo creare un libro bello e piacevole da sfogliare e da tenere in mano) sia dal fatto che giocare con forme e colori può essere stimolante anche per la scrittura e può aiutare a superare la paura della “pagina bianca”.

Le è già capitato di incontrare qualche lettore? Quali sono stati i riscontri che hai avuto da coloro che hanno letto e – in qualche modo scritto loro stessi – il libro?

I lettori/scrittori li ho incontrati già “sul campo”, perché in occasione degli incontri di presentazione del libro io e l’editore, Raum Italic, abbiamo ideato un piccolo “concorso di scrittura”, distribuendo copie di alcune pagine del libro con alcuni esperimenti di scrittura da provare subito. Così abbiamo potuto leggere subito alcuni piccoli capolavori: versi umoristici, freddure ma anche immagini bellissime, davvero poetiche; tutto nato così, spontaneamente e chiacchierando in allegria!

Da anni vive e lavora tra l’Italia e Berlino: ci sono situazioni, luoghi, atmosfere – da una parte e dall’altra – che più di altre danno l’ispirazione per le poesie o muovono delle suggestioni?

Berlino è stata fino a poco tempo fa è stata una città assolutamente interessante: piena di spazi vuoti, di silenzi da riempire, una città di per sé non particolarmente bella ma, forse, proprio per questo in grado di offrire paesaggi e situazioni davvero alternative. Ora purtroppo sta cambiando molto, è diventata una capitale come tante altre, piena di turisti e di locali alla moda ma nello stesso tempo meno affascinante. Mi piace molto Milano, città che mi riempie di voglia di fare, e sono capace di passare ore nelle sue librerie. Ogni volta che mi trovo lì poi passo alla Triennale: è un posto che mi ispira sempre moltissimo grazie alla libreria, le mostre e i Bagni misteriosi di De Chirico. Il legame che mi lega a Como poi è profondissimo: soffro di un’irrimediabile nostalgia per il lago  – nostalgia che si ritrova in molti dei miei scritti.

Proprio a Como, Nicoletta Grillo tornerà il prossimo 26 ottobre per un incontro di presentazione alla libreria Ubik, organizzato insieme all’associazione Women in White di Como.


Nicoletta Grillo è nata a Milano, dove si è laureata in filosofia all’Università Statale. Giornalista pubblicista, da anni vive e lavora tra l’Italia e la Germania – precisamente a Berlino, dove è arrivata nel 2000 come redattrice allo studio di corrispondenza della Rai e dove ha conseguito il dottorato alla Humboldt Universität zu Berlin. Ha all’attivo numerose pubblicazioni, tra cui un saggio sul poeta Paul Valéry, edito da Logos, e le sillogi Lettere all’amministratore del condominio (edizioni Lietocolle, 2015) e La pioggia che cade ieri (edizioni La Vita Felice, 2017). Molti i riconoscimenti: il premio Verba Agrestia, quello come migliore opera prima di poesia edita al Premio internazionale di Letteratura Città di Como, la Menzione per la sezione Poesia inedita al premio InediTo Colline di Torino. L’ultimo suo libro, Lasciatemi divertire. Quaderno di un poeta in erba, nasce anche dalla sua esperienza di insegnante nelle scuole tedesche, dove si occupa di poesia, scrittura, etica e filosofia per bambini.

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