L’anima dell’e-commerce con Marchetti e Puliafito alle Primavere

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Un pubblico sempre più folto e ricettivo per Le Primavere de La Provincia, ciclo di incontri organizzato da Daniela Taiocchi per conto del Gruppo Sesaab, che per questa ottava edizione si concentra sul mondo del digitale. Tema della serata tenutasi ieri al Teatro Sociale è stato il connubio fra il mondo elitario della moda e quello inclusivo della tecnologia. E chi meglio per discuterne di Federico Marchetti, fondatore di Yoox Net-A-Porter Group, leader globale della moda e-commerce, prima tech company italiana che ha potuto fregiarsi del titolo di “unicorno”, spettante a imprese che raggiungono il valore in borsa di un miliardo di dollari. A dialogare con lui il direttore de La Provincia Diego Minonzio e il giornalista Alberto Puliafito.

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Sono molte le domande che verrebbe da porre a chi ha saputo costruire da sé un vero e proprio impero. Prima di tutto Marchetti sfata un mito: «Il digitale non appartiene più solo agli ingegneri. Io stesso ho un background umanistico e ritengo che una formula di successo preveda l’unione fra competenze tecniche e sensibilità a livello umano, che diventa fondamentale ad esempio nel costruire un rapporto di fiducia con i clienti». Una sensibilità che traspare anche da diverse scelte di spessore intraprese dalla compagnia. Innanzitutto in termini di sostenibilità ambientale: su stimolo di Puliafito, che, riportando un commento della Gabanelli, tocca il tasto dell’inquinamento causato dalle consegne a domicilio, Marchetti spiega che Yoox utilizza scatole di cartone completamente riciclabile e attraverso una serie di impianti sta provvedendo a ridurre notevolmente le sue emissioni di CO2.

Il direttore de La Provincia Diego Minonzio e Alberto Cano del Lake Como film festival

E non è finita. A rendere l’azienda un vero e proprio “cigno nero”, nonché eventuale modello di riferimento per altre grandi corporazioni, è la composizione del suo personale: 60% di donne, perché «considerando che il nostro mercato è prevalentemente femminile, sembrava la scelta più logica – spiega Marchetti, aggiungendo che – vengono pagate esattamente quanto i loro colleghi». Una specifica purtroppo ancora necessaria, che strappa un applauso caloroso ai presenti. Rimane colpita da questo particolare Benedetta Brenna, studentessa del Liceo Gallio: «Ho partecipato all’incontro perché in futuro mi piacerebbe studiare economia applicandola al mondo della moda, che è la mia passione – comincia – Sentire che ci sono aziende in cui fra le priorità figura la parità di diritti fra uomini e donne mi rende fiduciosa sul mio percorso».

In platea anche Francesco Cefalogli, ex dipendente Yoox, che lavora ora per un e-commerce della Tessabit insieme a Simone Taverriti. «Da Yoox si respira un’aria di competitività sana, ci ho lavorato per quattro anni e mi ha dato molto in termini umani e lavorativi – racconta – Ora sono passato a una realtà più piccola, ma il bagaglio di esperienze che ho accumulato mi torna spesso utile». Meglio lavorare in un negozio reale o virtuale? «Nell’e-commerce il rapporto con il cliente cambia drasticamente rispetto a quello che potresti instaurare in un negozio, intervengono molte più mediazioni – spiega Simone – In compenso, l’approccio al prodotto è più profondo e stimolante». Una realtà in ascesa che beneficia tutti i suoi attori, riprova del fatto che, come esorta Marchetti, «È importante non focalizzarsi sul passato, ma guardare sempre al presente e al futuro».

(Foto di Daniele Butti)

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