La poesia dilaga dall’hangar fino al Duomo

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La poesia ha dilagato, tra il lungolago e luoghi simbolo della città, domenica, in occasione dell’ultima giornata del festival Europa in Versi, grazie alla collaborazione tra la Casa della poesia di Como, che promuove la kermesse, e l’associazione Sentiero dei Sogni, che cura il progetto Passeggiate creative. Proprio con una passeggiata creativa si è conclusa l’ottava edizione del festival. I poeti internazionali, guidati da Pietro Berra, ideatore del percorso, hanno camminato, seguiti da un pubblico di quasi 200 persone, su un tratto della Lake Como Poetry Way, itinerario pedonale che da Cernobbio giunge fino a Brunate, legando luoghi caratterizzati dalle tracce lasciate da poeti del passato e dalla presenza di punti di scambio di libri.

In cammino sulla passeggiata Gelpi

In questa occasione, l’itinerario si è svolto dal Duomo di Como fino a villa del Grumello, con tappe intermedie al Tempio Voltiano, al Monumento ai Caduti, all’hangar dell’Aero Club e al bersò in ferro battuto sulla passeggiata Lino Gelpi e davanti a Villa Olmo. Ogni sosta ha fornito l’occasione per connettere autori del passato, raccontati e letti da Berra, con i protagonisti di Europa in Versi 2018. Così, nello stesso tempo, i comaschi hanno conosciuto meglio la propria storia e i poeti contemporanei internazionali ospiti del festival, e questi ultimi hanno avuto l’occasione per scoprire Como.

Regie Gibson in Duomo

In Duomo le figure dei Plini e del poeta Cecilio (cui Catullo dedico il Carme XXXV), presenti sulle facciate, hanno fornito lo spunto per un collegamento tra la sacralità della letteratura e quella della fede, con letture di Regie Gibson (Usa), Claudio Pozzani (Italia), Tania Haberland (Sud Africa) e Ion Deaconescu (Romania).

Simone Savogin al Tempio Voltiano

All’interno del Tempio Voltiano si sono celebrati il lato meno noto dell’inventore della pila, ovvero la sua produzione poetica, e il ricongiungimento tra la cultura scientifica e quella umanistica, attraverso le recitazioni delle poesie Europa di Olivia Bergdhal (Svezia, nella foto in alto) e Matematica delle relazioni di Simone Savogin (campione italiano di Poetry Slam, proveniente dalla vicina Alserio).

Tappa al Monumento ai Caduti

Momento futurista tra il Monumento ai Caduti, realizzato su un disegno di Antonio Sant’Elia, e l’hangar dell’Aeroclub Como, dove Berra ha letto uno stralcio di Filippo Tommaso Marinetti, dedicato alla cucina futurista, in particolare all’idea di un poetico panettone che Marinetti sognava di far lievitare portandolo in volo con un aereo Caproni sopra il lago di Como, e il campione spagnolo di poetry slam, Dani Orviz, ha proposto la sua Pim pam pum, che gioca con suoni e parole alla maniera dei futuristi, per affrontare però temi di assoluta attualità, come la crisi economica e lo strapotere delle banche.

Dani Orviz all’hangar dell’Aero Club Como

La tappa lungo la passeggiata Gelpi è stata l’occasione per ricordare la villa museo di Paolo Giovio, che sorgeva al posto dell’attuale Villa Gallia, a propria volta edificata sui resti di una villa di Plinio il Giovane. Qui hanno letto Massimo Daviddi (Svizzera), Francoise Roy (Canada) e Metin Cengiz (Turchia).

Pietro Berra e Massimo Daviddi sulla passeggiata Gelpi

Nel parco di Villa Olmo Berra ha ricordato Canonio Rufo, poeta latino, cui Plinio il Giovane indirizzò sette delle lettere contenute nel suo celebre epistolario, una delle quali descrive la villa suburbano in riva al lago, che secondo Giovan Battista Giovio si trovava proprio dove ora sorge quella dell’Olmo. Gran finale a Villa del Grumello: ispirati dalla relazione tra Ugo Foscolo, presente nel parco in forma di statua, e la figlia dello stesso Giovio, Franceschina, gli ultimi due poeti/lettori – l’ucraino Dmytro Tchystiak e la turca Müesser Yeniay hanno affrontato il tema dell’amore e delle relazioni uomo/donna.

Finale con tutti i poeti a Villa del Grumello

Le traduzioni delle poesie degli autori stranieri sono state lette da Laura Garavaglia, Andrea Tavernati, Carlotta Sinigaglia, Dome Bulfaro e dallo stesso Berra. La narrazione di quest’ultimo, invece, è strata tradotta in inglese cammin facendo da Andrea Ripamonti.

Il busto di Ugo Foscolo nel parco di Villa del Grumello

Tutti alla fine sono sembrati d’accordo con Foscolo, se non sul modo (piuttosto disimpegnato) che aveva di intendere l’amore e il matrimonio, almeno sulla bellezza del lago di Como: «Un paese che pareami prediletto dal cielo». Per qualche ora, giusto la durata della passeggiata, ha persino smesso di piovere.

(Foto di Mirna Ortiz Lopez)

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