La Notte Nazionale del Classico al Volta

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Nel 2015 il professor Rocco Schembra, docente di Latino e Greco al liceo classico Gulli e Pennisi di Acireale, dati alla mano, diagnostica un diffuso declino degli studi umanistici nell’opinione pubblica. Decide quindi di dare vita a un’iniziativa che possa sottolineare l’attualità e l’importanza della cultura classica in ambito formativo e organizza la prima Notte Nazionale del Classico, ovvero un’apertura serale straordinaria dei licei partecipanti, animata da eventi e letture. Dal 2016 vi partecipa anche il liceo classico e scientifico Alessandro Volta di Como che, venerdì 13 gennaio, ha rinnovato il suo impegno annuale aprendo le porte alla cittadinanza per una serata all’insegna della valorizzazione dell’antichità. Uno sforzo congiunto che, sottolinea la referente locale del progetto Raffaella Di Paola, si evolve di edizione in edizione: «L’organizzazione quest’anno è stata particolarmente emozionante anche per il forte senso di comunanza con gli altri 406 licei d’Italia partecipanti, favorito dalle direttive comuni del coordinamento nazionale. Sta prendendo forma una realtà solida e condivisa».

Affluenza notevole di studenti, genitori, ex alunni nostalgici che fra sospiri affermano che «si respira ancora l’aria di una volta» e semplici curiosi, attirati dalla varietà di proposte del programma. Interessante la selezione di testi imperniati intorno al concetto di humanitas a cura della professoressa Laura Bianchi. A riscuotere particolare successo l’esibizione dei gruppi della scuola di danza classica del Teatro Sociale, coreografati da Simonetta Manara Schiavetti sulle note dei Carmina Burana. Alto coinvolgimento anche per la rendition della katabasis omerica messa in scena dal gruppo teatrale studentesco coordinato dalla professoressa Carmen Arcidiaco, che vuole mostrare come la cultura classica possa essere «un mezzo di liberazione, un’occasione di ricollegarsi al passato che passa anche e soprattutto attraverso lo sviluppo della propria emotività». Elefante nella stanza: come procede l’integrazione con l’indirizzo scientifico, introdotto nel 2015, e come si articola in una serata di questo tipo? Una volontà di unire le due anime del liceo si registra già camminando per i corridoi, le cui pareti sono tappezzate da esempi di termini latini e greci utilizzati in ambito medico e informatico.

Nel susseguirsi di eventi trovano poi il loro posto anche letture di stampo astronomico a cura del professor Dario Zucchello. Gli alunni sono soddisfatti e Di Paola ribadisce che è nell’interesse della scuola «promuovere un ideale di profonda unione». Passando a bilanci concreti in termini di prospettive future, il preside Angelo Valtorta e i professori sono concordi nel registrare un rinnovato interesse nei confronti di questo percorso di studi, che si è manifestato, l’anno scorso, in un forte aumento del numero di studenti. Eventi di questo genere sono un contributo alla destigmatizzazione di un modello educativo che negli ultimi anni si è dovuto difendere in più occasioni da accuse di anacronismo, punto questo su cui insiste Valtorta: «La serata è stata la prova lampante del fatto che la cultura classica è vitale e necessita di essere salvaguardata. Speriamo che l’entusiasmo mostrato in quest’occasione sia sintomatico di una ripresa solida a livello di iscrizioni».

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