La classicità immaginaria di Angelo Tenchio

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Sabato 21 aprile alle 17, al Museo archeologico Paolo Giovio in piazza Medaglie d’oro 1 a Como, si terrà l’inaugurazione di Angelo Tenchio. Una classicità immaginaria, una mostra organizzata dal Museo assieme a The Art Company Como e curata da Roberto Borghi nella quale saranno esposte alcune sculture plasmate dall’artista lariano tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta, guardando all’arte musiva greca e romana. Le opere di Tenchio saranno collocate fino a domenica 3 giugno nelle sale del Museo dedicate all’arte classica, in prossimità e in rapporto con le loro fonti ideali d’ispirazione.

Nato a Gera Lario nel 1943, Angelo Tenchio ha vissuto a Como fino alla sua scomparsa, avvenuta il 21 aprile 1994. Dalla metà degli anni Settanta, il suo studio di via Borgovico è stato un luogo di incontro e di discussione per artisti, critici e collezionisti lombardi e ticinesi, oltre che un atelier di stampa calcografica presso il quale sono state tirate incisioni di Max Bill, Mario Radice, Max Huber e Mario Negri tra gli altri.

Fin dal 1965 Tenchio ha creato sculture in legno caratterizzate da una «visionarietà di matrice surreale», come ha scritto Luciano Caramel. A partire dalla metà degli anni Settanta, la sua poetica si è arricchita della «nostalgia, o dello smemorato languore» – secondo un’acuta definizione di Giorgio Bellandi – di «un mondo rurale» ormai al tramonto. Un mondo però di cui l’artista sembra aver rinvenuto alcuni tratti, e forse una comune suggestione di fondo, durante i viaggi compiuti in Mali e in altre zone dell’Africa durante gli anni Ottanta.

Dalla contaminazione tra visionarietà surrealista e gusto primitivista nascono i grandi cicli di opere che si sono avvicendati, e spesso intersecati, dalla fine degli anni Settanta: i Bestiari, i Giardini, le Poulie, i Totem. Accanto a queste sculture Tenchio ne ha plasmate altre d’impostazione – e talvolta di nitida ispirazione – classica: sono nate così le opere intitolate soprattutto Era e Nike. In questi lavori però la classicità non risponde tanto alla logica della citazione, così in voga nell’arte degli anni Ottanta, quanto a quella dell’immaginazione. Persino la figura della Nike, la dea greca della vittoria che tanto seguito ha avuto nella cultura occidentale dal II secolo a.C. alle avanguardie del Novecento, per Tenchio diventa oggetto di studio e reinvenzione delle sue pose, delle sue vesti, del suo dinamismo complessivo.

Nelle sale del Museo Archeologico Paolo Giovio verranno esposte: una scultura del ciclo dei Totem che, per l’impianto frontale e l’assetto monumentale, preannuncia quello delle Ere; alcune grandi opere che appartengono proprio a quest’ultimo ciclo; una serie di sculture di dimensioni medie e grandi intitolate Nike. Un’inedita opera in marmo di Tenchio raffigurante una testa abbozzata verrà posta in corrispondenza e in dialogo con una Testa di efebo, anch’essa in marmo, presente nella vasta e preziosa collezione di opere classiche del Museo che questa mostra intende ulteriormente valorizzare.

Elvira Tenchio

Le opere di Angelo Tenchio rimarranno esposte al Museo Archeologico Paolo Giovio sino a domenica 3 giugno con orari di apertura dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18. Il costo del biglietto d’ingresso al Museo è di 4 euro (o di 2 euro per ogni singolo componente di gruppi formati da più di 15 persone). Al percorso creativo dell’artista lariano è dedicato il sito www.angelotenchio.it. Per informazioni: associazione The Art Company Como, via Borgovico 163, Como, email info@theartcompanycomo.it, tel 031576103.

(Foto di Carlo Pozzoni)

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