Kader Abdolah si racconta a Erba

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La Libreria di Via Volta di Erba è un piccolo mondo in cui i lettori possono trovare il consiglio giusto, soddisfare la propria curiosità e incontrare molti grandi autori. Uno di questi è Kader Abdolah, che mercoledì 30 maggio alle 21 sarà ospite della libreria e dialogherà con Gabriella Grasso e con il pubblico presentando il suo ultimo libro, Uno scià alla corte d’Europa, pubblicato in Italia – come tutti suoi romanzi – da Iperborea. Lo scrittore, nato in Iran nel 1954, ha subito una vera e propria persecuzione dal regime dello scià, prima, e da quello di Khomeini, poi. Rifugiato politico in Olanda dal 1988, è diventato uno dei più importanti scrittori di questo Paese. I suoi romanzi sono diventati tutti best – sellers, con Scrittura cuneiforme Abdolah ha conquistato il pubblico internazionale e La casa della moschea, votato dai lettori olandesi come la seconda migliore opera mai scritta nella loro lingua, è stato Premio Grinzane Cavour nel 2009.

Dopo aver partecipato al Salone di Torino lo scorso 14 maggio, mercoledì l’autore sarà presente a Erba, dunque, e l’occasione appare imperdibile; un consiglio: presentatevi presto, perché l’evento è a ingresso libero ma i posti sono limitati.

Durante la serata Abdolah racconterà la storia, ispirata al viaggio dello scià Nadir attraverso l’Europa del XIX secolo, di Seyed Jamale del ritrovamento del diario di viaggio di uno scià che, a fine Ottocento, ha lasciato la Persia intraprendendo, con un seguito di principi, funzionari e mogli dell’harem, il suo Grand Tour alla scoperta dell’Europa. Un romanzo sulla curiosità degli uomini, sul viaggio e la scoperta di Paesi affascinanti a cui, tra racconto e realtà, passato e presente, Seyed prende parte. Lo scià incontra, accolto come un vecchio amico, gli zar e la regina Vittoria, attraversa la Germania di Bismarck e la Francia repubblicana, incontra personaggi come Tolstoj, Debussy, Monet, intercetta novità e sperimentazioni come l’aspirina della Bayer e le scoperte di Siemens e di Pasteur, conosce le prime innovazioni nelle fabbriche inglesi. Lo smarrimento dello scià di fronte al formarsi dell’Europa moderna si confronta e si fonde con quello di Seyed per la crisi dell’Europa attuale. Una riflessione che coinvolge secoli diversi ma problematiche e dubbi costanti e comuni, affrontati attraverso un romanzo affascinante.

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