InOneAllMOvie, un film in un’immagine all’Anteo

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Termina mercoledì 20 dicembre la mostra InOneAllMOvie – film in una sola immagine – all’Anteo Palazzo del Cinema di Milano. È composta da una serie di opere visive realizzate dal regista Paolo Lipari – produttore e regista di fiction, pubblicità, documentari – e si è dimostrata decisamente particolare e partecipata. Un intero film compresso in un’unica immagine attraverso la sua progressiva accelerazione sino al limite estremo di un lampo (per la precisione, un ventiquattresimo di secondo). Dopo, il film diventa un’immagine statica contenente più di centomila fotogrammi sovrapposti: allo stesso tempo un quadro e una fotografia o nessuno dei due.

Un esperimento innovativo che ha stupito e convinto moltissimi visitatori, i quali hanno potuto ammirare pellicole come Psycho, Kill Bill, Shining, Il favoloso mondo di Amelie, 8 1/2, Apocalypse now: gli appassionati di quei film hanno l’ultima possibilità di goderne visitando la mostra, ma è possibile anche acquistare le opere o farne dono: sono disponibili all’acquisto anche stampate su supporto cartaceo in tre diversi formati e identificate da una dicitura che punta l’attenzione sull’intenzione dell’autore: I.O. A.MO., acronimo di In One All Movie e vera e propria dichiarazione. Il progetto è nato proprio dal desiderio di “abbracciare” i film più amati condensandoli in un unicum caratterizzato dalla forza visiva dell’insieme di fotogrammi. Il catalogo e le modalità di acquisto – anche di versioni originali, firmate e numerate in edizione limitata – sono disponibili sul sito www.inoneallmovie.com, dove sono presentate le quindici opere esposte all’Anteo, parte di un’esposizione che ha già toccato molte mete in Italia e nel mondo.

Dopo il battesimo, nel 2013, alla Cineteca Italiana, InOneAllMOvie è stata proposta nell’ex chiesa di San Francesco a Como, in occasione del primo Festival della luce, alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, al Festival della memoria di Ercolano, al Palazzo Reale di Genova, al Broletto di Pavia, al Festival del pensiero di Alessandria, allo Spazio Oberdan di Milano ed è arrivata sino in Cina: qui è stata oggetto di lezioni e seminari tenuti dallo stesso Lipari in qualità di visiting professor in tre prestigiose università. Lo studio del cinema e la manipolazione di ciò che lo costituisce – in vari sensi – sono tra i centri di interesse del regista, che oltre ai temi sociali, affronta anche la materia di cui il cinema è fatto. Tra i suoi lavori, il documentario Due dollari al chilo, in cui tema portante è il macero delle pellicole, e Meno 35, edito in dvd dalla Cineteca di Milano, in cui centrale è il passaggio dall’analogico al digitale.

La mostra è visitabile dalle 10 alle 23.30.

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