Il cameraman di Keaton illumina il Politeama

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Da ormai tredici anni il Politeama, depauperato della sua funzione originaria, sopravvive come rudere, al solo scopo di ricordarci che stiamo sprecando un’occasione per arricchire il centro storico di un nuovo polo culturale. Il suo nome sopravvive sulle labbra di politici volenterosi o di sognatori che mirano a restituirlo agli antichi fasti, ma anni di inutilizzo sembrano avergli strappato via un senso che possa essere forte e suo. Eppure c’è ancora chi, pur non avendolo mai visto in attività, è affezionato alla struttura, per ciò che ha rappresentato e può tornare a rappresentare. Parliamo dei ragazzi dell’associazione giovanile Circolo Olmo, che già nel giugno scorso si erano prefissati di ricordare alla cittadinanza che «a Como il cinema è ancora qui, senza voce», proiettando il classico Luci della città di Chaplin con accompagnamento musicale dal vivo, nella piazza Cacciatori delle Alpi, antistante al cinema. L’affluenza aveva ripagato gli sforzi e stimolato un dibattito, motivo per cui replicare appare ora giusto, quasi doveroso.

E allora, il nuovo appuntamento è fissato per sabato 9 giugno, ancora una volta nella stessa piazza, nella quale verranno poste sedie che diano di spalle all’edificio per ricordare il suo stato di abbandono e il velo di indifferenza che sembra tanto difficile scrollargli di dosso, oltre che un telo da proiezione. «L’obiettivo immediato è mettere sotto i riflettori, per contrasto, un gioiello nostrano, dando vita a una serata piacevole in cui godere di buona musica, buon cinema e un rinfresco di qualità – racconta Fiammetta Grieco, fra i giovanissimi organizzatori – Speriamo poi che la discussione che terremo a inizio evento contribuisca ad attivare un processo che porti alla trasformazione di questo rudere in luogo polifunzionale e di aggregazione». Dalle 20.15 si susseguiranno gli interventi di personaggi impegnati sul panorama culturale locale, fra cui Alberto Cano, presidente del Lake Como Film Festival, del consigliere comunale Franco Brenna, presidente della Commissione cultura del Comune di Como e Clemente Tajana, già direttore e docente dell’Accademia di belle arti Aldo Galli. Calato il sole, intorno alle 21.30, si procederà alla proiezione di The cameraman di Buster Keaton, capolavoro in bianco e nero del 1928 che verrà arricchito dall’esibizione dal vivo del pianista Alessandro Turboli.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Comune di Como, il Conservatorio e il Teatro Sociale, sembra essere una vera e propria ora d’aria per un teatro che ha passato un decimo della sua vita (l’apertura risale al 1910) imprigionato in cavilli burocratici che lo tengono lontano da un pubblico che possa dargli nuova vitalità. In caso di pioggia, l’evento sarà rimandato a sabato 23 giugno. Partecipazione libera.

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