I B.Livers presentano La Compagnia del Bullone a Erba

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«Sono le difficoltà che fanno nascere i miracoli». Il senso di questa celebre frase, scritta dal premio Nobel per l’economia William F. Sharpe è per tutti, molto chiaro: spesso, dalle cose peggiori nascono straordinarie meraviglie. Certo, la strada è tutta in salita, ci vogliono coraggio, mente aperta e costanza, ma alla fine, il successo può essere strabiliante. Esempi di tutto questo sono, senza dubbio, Roberto Bill Niada, imprenditore milanese, e sua moglie Emilia, che, dopo aver perso una figlia a causa di una lunga malattia, nei primi anni 2000 hanno deciso di dare vita alla Fondazione Magica Cleme onlus, per fornire occasioni di divertimento e svago ai bambini e ragazzi malati di tumore e alle loro famiglie. Inizialmente, il progetto riguardava solamente i bambini in cura negli ospedali oncologici, ma ben presto è sorta l’esigenza di concentrarsi anche sugli adolescenti affetti da diverse patologie croniche, inventandosi qualcosa che potesse catalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica. Così, nel 2012, è nato B.Live – Essere, Credere, Vivere, il cui simbolo, un bullone, indica qualcosa di concreto, che unisce e tiene, con forza.

B.Live «nasce nel 2012 ed è un contenitore di attività e laboratori dedicati a ragazzi affetti da gravi patologie croniche provenienti da diversi istituti ospedalieri del territorio – spiegano i responsabili – Attraverso visite in aziende, incontri con imprenditori e percorsi creativi, i ragazzi imparano il mestiere della vita e l’arte del fare. Con orgoglio, professionalità e amore producono collezioni di gioielli, borse, bio-cosmesi, canzoni. Opere che gli danno il coraggio di continuare a vivere sperando e costruendo un futuro migliore».

«B.Live è stato preso in carico dalla Fondazione Near Onlus – racconta Sofia Segre, una delle responsabili del mensile Il Bullone – che lo ha sviluppato e lo ha portato all’esterno dell’ospedale, per poter accogliere un numero maggiore di ragazzi. A oggi, i giovani coinvolti sono circa un’ottantina, e hanno un’età compresa dai 14 ai 27 anni circa. L’obiettivo del progetto è sempre stato quello di lavorare insieme ai ragazzi, per permettere loro di andare oltre la malattia, di ritrovare la fiducia in sé stessi e nel proprio percorso di vita, esprimendo e sviluppando le proprie competenze e i propri interessi in un ambiente informale, accogliente e rispettoso. Per questo motivo, B.Live lavora insieme ad aziende e professionisti, che mettono a disposizione il loro mestiere e sapere, prendendo dai ragazzi l’entusiasmo, l’energia e una visione del mondo più illuminata. Un altro aspetto importante riguarda il mondo del lavoro: sette B.Livers sono stati assunti all’interno del progetto, perché spesso le aziende ci chiedono di sviluppare con loro un modo diverso di comunicare il proprio marchio, attraverso la narrazione e la creatività. Inoltre, collaboriamo con diverse scuole e siamo molto attivi sul fronte alternanza scuola – lavoro».

In questi anni, i B.Livers sono entrati negli showroom di Coccinelle e Vivienne Westwood, nell’hotel di lusso Mandarin Oriental, negli uffici del Corriere della Sera e Mediaset, nei laboratori di bio-cosmesi PhytoTechnique. Hanno visitato gli stabilimenti della Barilla, il Consorzio Parmigiano Reggiano, l’azienda agricola Alziati. Sono entrati nelle aule universitarie dell’Università Bocconi e della NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, e nelle sedi del CSV, Centro Servizi per il volontariato di Milano. Oltre a questo, hanno ideato diversi prodotti in co-branding con importanti aziende della moda: la B.Live Bag, la shopper reversibile prodotta e distribuita da Coccinelle, B.Live Techno Chic Parka, la giacca reversibile by Week end Max Mara e le B.Live Sneakers per la Vibram.

«A questo si affiancano molte altre attività – ha proseguito Sofia – gite, uscite, laboratori e tutto ciò che possa consentire ai ragazzi di formarsi e vivere delle esperienze utili e gratificanti. Il Bullone, il nostro mensile, diretto dall’ex giornalista del Corriere della Sera Giancarlo Perego e giunto ormai al 23° numero, è nato proprio dopo una di queste esperienze. Qui pubblichiamo le nostre storie, sempre in un’ottica ironica e positiva, che possa servire da ispirazione».

Ispirazione raccolta anche dalla casa editrice Sperling&Kupfer, che l’anno scorso ha pubblicato La compagnia del bullone, un romanzo, scritto da un ghost writer insieme ai ragazzi, la cui trama è incentrata sulla nascita del giornale e raccoglie alcune delle loro storie, la loro personale visione delle cose. Saranno proprio alcuni B.Livers a presentare il libro e ad incontrare i lettori, sabato 14 aprile, alla libreria Colombre in via Plinio 27 a Erba, dalle ore 17.30.

Il mio consiglio, personale e spassionato, è quello di approfittare dell’occasione, farsi un regalo e andare a conoscerli. Perchè, come diceva il Maestro, L’impresa eccezionale / dammi retta / è essere normale. Non potrei essere più d’accordo.

 

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