Helena Janeczek racconta Gerda Taro, la ragazza con la Leica

helena-janeczek-racconta-gerda-taro-la-ragazza-con-la-leica
0 856

«Dietro ogni grande uomo si nasconde spesso una grande donna». Grande donna che talvolta finisce per rimanere nell’ombra, quando invece meriterebbe di camminare fianco a fianco col suo compagno. È il caso di Gerda Taro Pohorylle, militante antifascista e fotoreporter di guerra nata a Stoccarda nel 1910, che, a oggi, non gode della stessa fama di cui la Storia investì invece il compagno di vita e di lavoro, l’ungherese Robert Capa (entrambi sono ritratti nella foto in alto, scattata nel 1935). A tentare di proporre un ritratto di questa personalità affascinante è Helena Janeczek in La ragazza con la Leica, pubblicato per Guanda lo scorso anno.

Per farlo, Helena sfrutta la complementarità dei tre punti di vista di persone vicine a Gerda: l’allora studente di medicina Willy Chardach, detto il Bassotto, che si è accontentato del ruolo di cavalier servente; il militante Georg Kuritzkes, impegnato a combattere nelle Brigate Internazionali, che Gerda ha amato follemente; l’amica di Lipsia Ruth Cerf, con la quale vive a Parigi dopo la fuga dalla Germania. Il risultato è un gioiello nel genere della non fiction novel, che attinge dal romanzo sentimentale, prendendo le mosse da una fotografia che la ritrae in un momento romantico con Capa, si lascia permeare dal rigore di un saggio storico nel riflettere senza retorica spiccia sull’antifascismo e le scelte di militanza di una generazione di giovani idealisti, e approda poi nel genere biografia, non lasciandosi limitare dal fatto che la sua protagonista sia morta nel 1937 a soli ventisette anni, sotto i cingoli di un carro armato, nell’ambito di una guerra che in origine aveva significato per molti rivoluzione e cambiamento (peraltro, diventando di fatto la prima fotografa caduta su un campo di battaglia).

Gerda Taro fotografata da Fred Stein nel 1936

Per tutte queste ragioni Helena Janeczek, autrice tedesca naturalizzata italiana, classe 1964, è fra i dodici finalisti al Premio Strega 2018 e fra i cinque autori che si contenderanno il Premio Campiello in settembre. Sabato 9 giugno alle 18 la scrittrice farà tappa alla libreria Ubik in piazza San Fedele 32 a Como, nell’ambito dell’evento Stregatidallostrega. Durante l’incontro avrà modo di dilungarsi sul suo processo creativo, interfacciarsi coi suoi estimatori e fornire un assaggio di Gerda Taro ai digiuni in materia, trattando della sua resilienza, del suo coraggio e della sua sete di libertà, che anche oggi la renderebbero un ottimo esempio e punto di riferimento al femminile per le nuove generazioni.

L’autrice, Helena Janeczek, è candidata allo Strega e al Campiello

Non a caso a dialogare con lei sarà Paola Minussi, presidente della Women in White Society. Senza scadere in un’etichettatura ideologica banale dell’evento, risulta certo importante sottolineare quanto possa essere arricchente per la fascia delle giovani ragazze assistere a un dibattito costruttivo fra due donne affermate e di successo, che a loro volta si soffermano nel delineare i contorni di una figura femminile straordinaria, resa addirittura mitologica da una morte violenta e prematura. Partecipazione libera.

Lascia un commento