Guaitamacchi racconta un uomo chiamato Bob Dylan

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Voce storica della radio, volto rock televisivo, autore di numerosissimi saggi, direttore di mensili musicali – il leggendario Hi, folks! e Jam che si è poi trasformato in una web tv – animatore delle più vivaci trasmissioni in onda su Lifegate, Ezio Guaitamacchi è un punto di riferimento per la critica nostrana. Giovedì 19 aprile torna All’Unaetrentacinquecirca di Cantù per raccontare Un uomo chiamato Bob Dylan. Alle 21.30, sul palco di via Papa Giovanni XXIII 7, quello che è il miglior giornalista rock divulgativo italiano sarà accompagnato ancora una volta dalla splendida voce di Brunella Boschetti, attorniato da una corona di chitarre per alternare grande musica alla sua avvincente narrazione. I suoi sono spettacoli di suoni e visioni fatti di racconti, aneddoti, immagini dipinte da Carlo Montana, alternate a quelle storiche proiettate da Filippo Guatamacchi e canzoni.

Brunella Boschetti e Ezio Guaitamacchi

In questo caso si parla del singolo artista più importante della storia del rock, dagli anni Sessanta a oggi, l’unico a meritare un Oscar, un Golden Globe, un Pulitzer, un Polar, la Medaglia presidenziale della libertà, la Legion d’onore e svariati altri riconoscimenti (i più “normali” sono i dodici Grammy per meriti puramente discografici) fino al discusso Premio Nobel. Di recente passaggio in Italia, Dylan ha richiamato ancora una volta un pubblico attento, numeroso, appassionato, ma anche critico. Guaitamacchi, invece, era dall’altra parte dell’oceano, impegnato nel suo personale “neverending tour” per far conoscere la musica, gli artisti e le canzoni. Ingresso a 8 euro.

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