Gian Mauro Costa presenta Stella o croce

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Martedì 20 marzo alle 18, alla Ubik di Piazza San Fedele 32 a Como, lo scrittore Gian Mauro Costa presenta il suo ultimo lavoro Stella o croce, pubblicato da Sellerio. L’autore e giornalista Rai palermitano, classe 1952, vanta già in carriera due finali al Premio Scerbanenco, la prima nel 2010 per Il libro di legno, la seconda nel 2012 per Festa di piazza, entrambi incentrati sulla figura di Enzo Baiamonte, investigatore per caso. In questo romanzo Costa introduce un nuovo personaggio letterario, come Baiamonte in apparenza sprovveduto, ma in realtà dotato di intelligenza affilata: si tratta di Angela Mazzola, giovane poliziotta in fase di gavetta, determinata a risolvere il caso dell’omicidio di una benvoluta ed eccentrica parruccaia. La sua finirà per essere un’indagine privata, «approssimativa e clandestina». Interverrà il giornalista Dario Campione. Ingresso libero.

La scheda del libro

A Palermo, in una grande strada del centro, una signora gestisce una bottega di parruccaia. È una donna gentile, bravissima nella sua arte che le ha donato una notorietà cittadina, saldamente affermata in una clientela formata da artisti, donne sotto terapie invasive, travestiti. Ha spesso verso le sue clienti una tenerezza particolare che l’ha fatta considerare da alcune di loro quasi un angelo; copre alopecie con parrucche d’artista, ma le sue cure sono talvolta un balsamo psicologico. Un giorno, questa signora senza un nemico al mondo, viene trovata uccisa, in un modo sanguinosissimo, nella sua bottega sulla via trafficata. Mistero totale. La polizia avvia le indagini: i tanti clienti, possibili stranezze delle loro vite, il mondo del teatro, angoli oscuri nel lavoro… Ma la scarsezza dei risultati spegne l’ingegno investigativo. Per un caso, per una amicizia comune, se ne incuriosisce Angela Mazzola. È una ragazza di periferia. Fa la poliziotta. Semplice agente della Mobile, ma «già ne aveva fatta di strada dal suo quartiere di origine Borgo Nuovo». Da lì, figlia di un panettiere della zona, poteva uscire in molte maniere, ma improbabilmente come «sbirra». Bella, contenta di sé, solerte negli incarichi che le affidano (mediocri in effetti), non è una inflessibile paladina della giustizia e nemmeno una palestrata supereroina: è solo assetata di tutto quello che la vita può avere in serbo per lei. È questo desiderio, questo istintivo entusiasmo, il motivo che la butta nel caso del «delitto della parruccaia». La sua è un’indagine privata, «approssimativa e clandestina», condotta nel tempo libero. Ma la colpisce una polvere di indizi sfuggiti a inquirenti distratti. E sono segnali che la portano alla fine in un mondo dove gli interessi non dovrebbero entrare, e invece entrano e distruggono spietatamente.

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