Europa in versi, la poesia invade il liceo Volta

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«Le parole sono, nella mia non modesta opinione, la fonte di magia più potente che abbiamo»: così scrive J.K.Rowling. La mattina di venerdì 18 maggio, nella Grand’Aula del liceo classico – scientifico Alessandro Volta, si è compiuta la magia della poesia. Sia che si trattasse di slam poetry, talmente rapida e musicalmente efficace da sconfinare quasi nel rap, sia che fossero versi più tradizionali, alunni del Volta e del liceo Versari di Cesano Maderno hanno saputo rielaborare in maniera originale e creativa i versi di otto poeti che partecipano al festival Europa in versi, giunto all’ottava edizione. Grazie alla collaborazione tra Laura Garavaglia, Presidente della Casa della Poesia di Como e organizzatrice dell’evento, e i professori Laura Bianchi e Roberto Toninelli dei due licei coinvolti, i ragazzi hanno dimostrato come la parola ben scelta si possa tradurre in suono, immagine, ma anche in movimento.


Le parole, da cui il lavoro creativo ha preso avvio, sono tra loro assai diverse: la parlata familiare corrente dell’italiano, vicina, come lo spagnolo, oppure lontanissima, come lo svedese, dai suoni aspri e duri, ma usato in maniera così intensa, da commuovere quanto una poesia in lingua materna. Nel segno di un’Europa alla ricerca della propria identità, che pare ripristinare i confini, anziché abbatterli, la poesia si fa davvero linguaggio universale: non esiste più parola straniera. In qualsiasi versione le si renda, le parole sanno sempre suscitare emozioni: in inglese, italiano, spagnolo, finlandese, perfino in latino; così, la lingua è qualcosa di fluido e vivo, non certamente lettera morta. I ragazzi hanno potuto dare una lezione a tutti: ai poeti stessi, ai professori, e a tutti coloro – inclusa chi scrive – che hanno sofferto, o soffrono ancora, di un’idea rigida e, forse, un po’ antiquata di poesia; invece, «non esiste una cosa più poetica di un’altra».

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