Cucinare dal fresco, quando il cibo è evasione

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Hanno parlato, spiegato e scritto “con gusto”, per il piacere di portare all’esterno, come si cucina dietro le sbarre e quanto ci si debba ingegnare per preparare pranzetti degni di una tavola delle feste. Loro sono Emanuele, Nicola, Salvatore, Petrovych, Elio, Livio, Alessandro, Germano Vittorio, Gianfranco, Gianluca, Jounes e Gassparino, tanti cuochi con la voglia di “evadere dalla monotonia”. Un gruppo di ragazzi come tanti che hanno deciso di mettersi in gioco in un laboratorio fatto non solo di parole, ma di idee e di genialità perché cucinare in carcere non è come farlo in una cucina da chef stellati. È in distribuzione in questi giorni il ricettario Cucinare dal fresco, una pubblicazione con 21 ricette studiate dai detenuti iscritti al corso/laboratorio Parole da condividere. Si tratta di un mix di ricette e, nel contempo, di racconti di vita, di storie e di ricordi, ma soprattutto, di tanta speranza. Il progetto, nato poco dopo le festività natalizie, è la storia di come si trascorrono le festività lontani dalla famiglia, in queste pagine, infatti, i detenuti hanno voluto parlare di come ci si organizza per alleviare le sofferenze spadellando e condividendo pranzi e cene.

Dagli arancini Fatti da me, all’insalata di pesce, fino alla pasta al forno alla sancataldese, con un accenno alle cucine orientali, come il Tajine preparato da Jounes. Fino ai dolci più golosi. È una carrellata di idee e di suggerimenti da riproporre nelle tavole di tutte le famiglie, ma con una qualità in più: la solidarietà e la voglia di riscattarsi da una vita fatta di difficoltà.

La brigata del Bassone

Cucinare al fresco è una zuccherosa idea nata nell’ambito del laboratorio Parole da condividere coordinato dalle giornaliste Laura D’Incalci e Arianna Augustoni che presenteranno il volume giovedì 5 aprile alle 18 alla libreria Ubik di piazza San Fedele 32 dialogando con alcuni degli autori di queste ricette. «La cucina è sempre stata la nostra grande passione – commentano i detenuti – Sin dall’inizio abbiamo messo in pratica le diverse doti condividendo e insegnando ai concellini cosa preparare e dispensando qualche suggerimento». Ora questa passione per alcuni è diventata anche un lavoro in quanto lavorano in cucina e, ogni giorno, preparano i pasti caldi per gli altri detenuti. Qualcuno spiega anche che ai fornelli si sente libero, ma qualcun altro racconta che ci si arrangia con quello che si trova e che è permesso tenere. Poche cose, ma utili per non far mai mancare nulla di quello che c’è. La pubblicazione non ha un prezzo di copertina, ma è a offerta e l’intero ricavato sarà nuovamente investito per realizzare nuovi lavori.

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