Bake Off Italia, due comaschi alla corte più dolce che c’è

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Tra i talent show dedicati alla cucina, è sicuramente il più dolce, ma questo non lo rende di certo meno difficile. La prima puntata di Bake Off Italia, versione italiana di The Great British Bake Off, è stata trasmessa, in prima visione tv, venerdì 7 settembre, alle 21.10, su Real Time, canale 31 del digitale terrestre e, al di là della curiosità e della passione per l’universo zuccherato, da ora in avanti ci saranno altri ottimi motivi per seguire l’edizione di quest’anno. Sono stati 32 i concorrenti che hanno tentato di accedere al tendone allestito negli spazi di Villa Bagatti Valsecchi a Varedo e, tra loro, sono stati scelti i 16 pasticceri amatoriali che potranno proseguire la loro avventura nel programma, condotto dalla scrittrice e giornalista Benedetta Parodi. A sottoporsi alle severe valutazioni dei giudici Ernst Knam, Clelia D’Onofrio e Damiano Carrara è toccato anche a tre comaschi, che hanno gareggiato in diverse categorie. Della categoria “Mamma” ha fatto parte Francesca Vago, trentatreenne di Turate, madre di due bambini di uno e tre anni, in quella “Tutte le età” è rientrato il quindicenne lomazzese Federico De Flaviis, studente dell’istituto Alberghiero, il partecipante più giovane di questa edizione, mentre tra le “creative” ha spiccato la trentaduenne comasca Beatrice Canton, designer tessile.

«La pasticceria è la mia passione da sempre – ha raccontato Beatrice poco prima della messa in onda della puntata – e ho iniziato da piccolissima ad aiutare la nonna a fare le torte. Nella mia famiglia, originaria di Lenno, il cibo ha sempre avuto una grande importanza, sia come momento di unione sia come occasione per proporre i piatti della tradizione “laghée”, ma io sono sempre stata attratta più che altro dai dolci, che sono diventati una vera e propria fissazione. Il mio primo esperimento in totale autonomia mi ha visto alle prese con una sorta di “lingue di gatto”, che ho preparato a casa dei miei nonni. Avrò avuto circa dieci anni e, ammetto, non mi sono venute benissimo, anche perché non avevo usato nessuna ricetta, però questo non mi ha assolutamente scoraggiato». È proprio sulla tradizione, dunque, che si basa il lungo e intenso lavoro creativo e innovativo di Beatrice, a partire dalla scelta degli ingredienti.

 

«Negli anni ho scoperto di avere un’intolleranza al glutine – ha proseguito – quindi mi sono trovata a modificare le ricette più tradizionali, scoprendo che riuscivo comunque a creare dolci buoni e golosi, che nulla avevano da invidiare a quelli per così dire “originali”, e che certe volte “tradivano” anche i palati più difficili. Gli ingredienti giusti però non bastano: bisogna avere la capacità di assemblarli, la giusta manualità e una grande sensibilità, caratteristiche che si sviluppano grazie alla passione, senza la quale nulla può riuscire».

 

Beatrice, al terzo casting dopo quello di Masterchef di tre anni fa e sempre per Bake Off l’anno successivo, ha superato il primo step grazie alla sua preparazione e a una piccola torta elaboratissima e montata al momento, entrando di diritto tra i 32 concorrenti di questa sesta edizione e, successivamente, insieme al giovanissimo Federico, tra quei 16 che, per altre tredici puntate, si contenderanno la vittoria e la possibilità di pubblicare un personale libro di ricette. «Quella di partecipare è stata una decisione molto istintiva e dettata solo dal cuore – ha concluso – mi auguro di andare avanti e di poter godere appieno di questa esperienza. Mi piacerebbe che Bake Off Italia mi aprisse le porte verso altro: ragionando di fantasia, il mio grande sogno sarebbe quello di rimanere nell’ambito televisivo culinario, mentre, più concretamente, vorrei dare vita a un laboratorio che proponesse una pasticceria di qualità esclusivamente dedicata a persone celiache e intolleranti a diversi alimenti, con un’attenzione particolare verso l’alimentazione vegana, curando molto la scelta degli ingredienti e il loro bilanciamento nutrizionale. A meno che non mi chiami Ernst Knam. In questo caso, non potrei dire altro che “Maestro, eccomi!”».

Beatrice Canton con le mani in pasta…

Ora non resta che sintonizzarsi ogni venerdì su Real Time e, tra una spolverata di zucchero a velo e l’altra, a costo di ingrassare al solo ammirare tutti quei voli pindarici fatti di glassa e ganache, fare il tifo per i nostri dolcissimi eroi. In bocca al lupo, ragazzi. Di cuore.

 

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