Arcade, il Chiostrino come non si era mai visto

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Nelle parole degli organizzatori, l’idea era «mostrare al pubblico un Chiostrino come mai si era visto finora». Promessa largamente mantenuta, quella dei ragazzi di Allineamenti e Looking For Art che, in collaborazione con wow music festival e Artificio hanno portato in piazzolo Terragni 4, a Como, Arcade, festival di arti performative. Per questa due giorni, fra sabato 3 e domenica 4 febbraio, numerosi giovani artisti e musicisti si sono riuniti e hanno colonizzato ogni anfratto dell’edificio.

Mattiska HC

Ad accogliere gli avventori dei bagni c’è Flavio Santomuro, con canzoni ad hoc accompagnate dal suo ukulele, che si alterna al beatboxing di Tommaso Severgnini, eclettico professore di inglese. Poco più in là, al primo piano, Giulia Wetter ed Elisa Diaferia sono impegnate in un live stream continuato di 30 ore, durante il quale, nell’aria polverosa di una stanza le cui pareti trasudano porpora, interagiscono con una certa sconsolatezza e insensataggine tipicamente beckettiana.

Un cortocircuito di emozioni per chi dallo sfondo rosso della performance, salendo di un piano, passa all’esibizione a luci rosse dell’artista Kevin Bellò, in nudo integrale su un divano, coperto di elettrodi, circondato da un pubblico chiamato a indossare cuffie pendenti dal soffitto, a parlare in un apposito microfono e a registrare l’andamento del suo battito cardiaco. Le letture di Allineamenti si svolgono così sul ritmo di un cuore che reagisce in tempo reale agli stimoli proposti, novità che lascia spaesati anche i lettori storici (d’altronde, diceva Cesar Cruz, l’arte deve disturbare chi è a proprio agio).

Dilo

A questa condivisione estrema fa contrasto la minuscola sala dei concerti one-to-one, dove ZuiN, «cronista di se stesso», sputa fuori i suoi fantasmi servendosi di voce e chitarra. In quest’atmosfera di psichedelismo andante trovano spazio anche personaggi come Francesco Carrubba, che, macchina per scrivere alla mano, sforna poesie per i passanti.

Ora di punta alle 22 di sabato, quando i Giorgieness, band indie rock per l’occasione ridotta a un duo composto dalla fondatrice Giorgia D’Eraclea e dal chitarrista Davide Lasala, attirano frotte di ascoltatori per un live in acustico.

Giorgieness: Davide Lasala e Giorgia D’Eraclea

La petite cantante valtellinese ipnotizza con la sua straordinaria potenza vocale. Fra essere te («C’è un silenzio voluto nell’anima/ dove si annida ciò che non confessi») e Controllo («Io giro in tondo, giro in tondo/ e agli altri la nascondo / quella parte di te/ che non ha controllo») scende qualche lacrima, ma Giorgia risolleva gli spiriti distribuendo percussioni ai presenti e invitandoli a contribuire all’esibizione.

Allineamenti: Gastone Grasso Terragni

Più tardi, fra una birra e l’altra, si dilunga con gli interessati sui meccanismi del suo processo creativo, con un’energia vitale e una simpatia invidiabili. Quando domenica sera tutto lentamente si spegne e rimane spoglio, rimane una traccia di qualcosa di indefinito, inesprimibile a parole, che carica di nuovi significati l’intera location. Sarà forse la tanto sperata “nuova luce” di cui si voleva illuminare questo spazio.

wow music festival: Matteo Montini

(Foto di Andrea Butti)

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