Abitare in 999 domande (e un festival) in Triennale

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Tre mesi di interventi, workshop, performance e incontri per riflettere sulle modalità con cui la realtà virtuale potrà modificare il futuro e su come sta agendo sulla contemporaneità. Un progetto espositivo a cavallo tra fisico e digitale, che ha voluto indagare sul concetto di abitare, di casa, di dimora grazie al contributo di una rete di oltre cinquanta co-curatori con passioni e competenze diversificate. La mostra 999. Una collezione di domande sull’abitare contemporaneo, ideata e curata da Stefano Mirti, è stata tutto questo, e chiude col botto con Andiamo a casa, un festival che animerà la Triennale di via Alemagna 6 a Milano da venerdì 30 marzo al 2 aprile.

Per l’occasione, la prima sera l’esposizione 999 domande rimarrà a ingresso libero fino a mezzanotte e l’intera location diventerà culla di numerosi eventi. «Col supporto di Francesco Pusterla, coordinatore del corso di furniture design dell’Accademia di belle arti Aldo Galli – Ied Como, abbiamo visto che il concetto di realtà virtuale è ora applicabile ad ambiti come la comunicazione o la musica – spiega Michele Mandaglio, responsabile comunicazione per l’Accademia e founder di Marker, – abbiamo quindi deciso di proporre attività che toccassero questi ambiti». In programma per questa sera c’è Disco Vr, laboratorio dell’Accademia che farà danzare i visitatori dentro stanze digitali, al ritmo di una playlist realizzata da Mattia Ramberti di unfollower FM (Radio Raheem). I synth dei brani si sincronizzeranno con ambientazioni virtuali in movimento sulle pulsazioni della musica, mentre sui visori verrà proiettato in loop Dance tonight, primo video interattivo in Vr dei leggendari Lcd Soundsystem.

 

Le attrazioni non sono finite: porteranno la loro parte anche i ragazzi di Marker, realtà comasca che dal 2015 si impegna a unire clubbing e teatro attraverso performance artistiche innovative. Insieme a Mothclub, un duo impegnato nel sound design per immagini, dalle 22.45 alle 23.45 proporranno un collage di suoni, che, utilizzando la musica come modalità di scrittura, ricreerà ambienti domestici modulandoli da un punto di vista acustico. «Vogliamo dimostrare che la realtà digitale non si presta solo a distopie come in Black mirror – conclude Mandaglio – ma può anche aprire prospettive idilliache». Ingresso libero. Per info sul resto degli eventi e dei laboratori in programma durante le quattro giornate del festival, consultare il sito www.triennale.org.

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