Laura Morante all’Astra, il Festival del cinema italiano abbraccia la sua madrina

Con Laura Morante il Festival abbraccia la sua madrina
0 298

Lunedì l’Astra ha aperto le sue porte agli studenti per la prima mattinata del Festival del cinema dedicata alle scuole. Il film in programma era Easy – Un viaggio facile facile di Andrea Magnani, che, domenica sera, aveva già conquistato il pubblico adulto e ha ottenuto lo stesso risultato con i circa quattrocento ragazzi presenti, che si sono trattenuti ben oltre il termine del film. Tante le domande  poste all’attore Nicola Nocella – il protagonista –  che si è nuovamente dimostrato, oltre che estremamente bravo, simpatico, disponibile e loquace: ha risposto a chi gli ha chiesto come sia diventato attore e a chi era invece voleva saperne di più sulle scene girate e su Isidoro – detto Easy, ex enfant prodige delle gare di go kart ormai in declino, che si trova a viaggiare verso l’Ucraina con un carro funebre.

Nicola Nocella, protagonista di Easy – Un viaggio facile facile, amato anche dal pubblico delle scuole

Immancabile il momento delle foto e degli autografi, prima di andare via. Alle 18 sono ripresi gli appuntamenti serali: Cuori puri – opera prima di Roberto De Paolis – ha colpito molto la platea grazie alla storia di Stefano, venticinquenne custode di un parcheggio al confine con un campo rom, e Agnese, neodiciottene dalla madre molto devota che sta per compiere promessa di castità fino alle nozze. L’incontro tra i due è tutto fuorché idilliaco ma consente a entrambi di guardarsi dentro e di capire meglio sé stessi, attraverso i loro mondi, le difficoltà e un sentimento forte tra loro che sfocia in qualcosa di imprevisto. Il protagonista maschile, Simone Liberati, è stato ospite e ha raccontato il lavoro che con il regista De Paolis ha portato avanti da due anni prima delle riprese. Pur venendo dalla periferia romana, Liberati ha un vissuto completamente diverso dal protagonista e per “immergersi” nella sua realtà è tornato più volte a Tor Sapienza, dove il film è ambientato – fino a stringere amicizia con alcuni dei ragazzi che vivono lì e che compaiono nelle scene. L’intento di raccontare la storia di quel luogo – che però può essere tanti altri – è stato portato avanti dal regista anche attraverso le visite al campo rom del quartiere: la tensione continua che si vive quotidianamente è ben riportata nella storia, che peraltro prende spunto da un episodio realmente accaduto a Torino. Anche grazie a questo il film ha ottenuto un grandissimo successo innanzitutto a Cannes, dove è stato presentato per la prima volta. Il film è stato proposto un versione un po’ diversa dal solito poiché è uno di quelli – all’interno del programma – presentato in collaborazione con Cinema senza barriere, progetto che promuovere la cultura del rispetto e dell’integrazione  di non vedenti e non udenti per consentire loro di andare al cinema in compagnia. I film vengono dunque proposti con audiocommento tramite apposite cuffie e sottotitoli.

Laura Morante con Paolo Lipari

La proiezione delle 21, infine, forse la più attesa, è stata quella di Assolo, di e con Laura Morante che è stata ospite della serata ed è madrina del Festival. Questo, insieme allo stesso Cuori puri e a Amori che non sanno stare al mondo è una sorta di nucleo dedicato alle donne all’interno del Festival, come ha spiegato il curatore Paolo Lipari: trattano tutti, infatti, di figure femminili incredibili, denotate da sensibilità, coraggio e forza interiore.

Lucia Mascino applauditissima dal pubblico del festival, sempre numeroso

Lucia Mascino, ospite della serata di domenica, ha conquistato il pubblico grazie alla sua simpatia, al suo fascino e alla passione con cui ha parlato del suo ruolo – «atteso da una vita e preparato senza sovrastrutture» – nel film di Francesca Comencini, di quanto sentisse vicino il personaggio di Claudia e di quanto la storia, elegante e quotidiana, divertente ma a tratti drammatica e decisamente toccante, sia diventata per lei un pezzo di cuore. Ieri è toccato a una applauditissima  Laura Morante, che con la eleganza che la contraddistingue ha ammaliato il pubblico – foltissimo – spiegando la voglia di raccontare – da attrice e regista –  la storia di Flavia, cinquantenne insicura con due matrimoni finiti alle spalle che non riesce a svincolarsi dagli ex mariti tanto da raccontare solo di loro anche alla sua psicanalista, ed è considerata “antica” dai figli.

(Foto di Carlo Pozzoni)

Lascia un commento